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19 MIN DI LETTURA

CULT · MOVIES

Lo hanno annegato. Accoltellato. Bruciato. Fatto esplodere. Mandato all’inferno. Congelato. Spedito nello spazio. Hanno perfino provato a sostituirlo. Non è servito. Quarantasei anni dopo il primo Friday the 13th, Crystal Lake ha riaperto ancora una volta. Ma la cosa più strana di Jason Voorhees è che l’icona che tutti ricordiamo non esisteva nemmeno nel film da cui tutto è cominciato.

ESPLORA L’ARTICOLO · 28 CAPITOLI
  1. PRIMA DI JASON C’ERA SUA MADRE
  2. HALLOWEEN AVEVA APERTO LA PORTA
  3. JASON ERA MORTO
  4. NON C’È ANCORA LA MASCHERA
  5. UNA MASCHERA PERFETTA PERCHÉ NON DICE NIENTE
  6. CRYSTAL LAKE È UNA TRAPPOLA PERFETTA
  7. LE REGOLE DELLO SLASHER
  8. ANDIAMO A VEDERE COME LI AMMAZZA QUESTA VOLTA
  9. THE FINAL CHAPTER
  10. JASON LIVES
  11. POI LA SAGA IMPAZZISCE
  12. FREDDY VS. JASON
  13. 2009: RICOMINCIAMO
  14. UN MOSTRO BLOCCATO FUORI DAL PROPRIO CAMPEGGIO
  15. PERCHÉ JASON È DIVENTATO PIÙ GRANDE DEI FILM
  16. LA CRITICA LO HA ODIATO. E NON AVEVA SEMPRE TORTO.
  17. IL MOSTRO DIVENTA MERCHANDISING
  18. IL VIDEOGIOCO AVEVA CAPITO UNA COSA
  19. E ADESSO CRYSTAL LAKE
  20. ABBIAMO DAVVERO BISOGNO DI SAPERE TUTTO?
  21. MA PAMELA MERITA DI ESSERE RICORDATA
  22. JASON NON CORRE. NON SERVE.
  23. IL SUONO PRIMA DEL MOSTRO
  24. JASON, MICHAEL E FREDDY
  25. QUANTE VOLTE PUÒ MORIRE UN PERSONAGGIO?
  26. FORSE È PROPRIO QUESTO IL SEGRETO
  27. IL MOSTRO DEL CAMPEGGIO
  28. JASON NON MUORE MAI

Crystal Lake ha riaperto.

Di nuovo.

Il 15 ottobre 2026 Peacock e A24 hanno pubblicato gli otto episodi di Crystal Lake, la nuova serie prequel di Friday the 13th.

Linda Cardellini interpreta Pamela Voorhees.

Callum Vinson è il giovane Jason.

E per la prima volta una saga costruita per decenni intorno a corpi, coltelli, machete e ragazzi che avrebbero fatto meglio a non andare in campeggio decide di tornare indietro.

Prima della maschera.

Prima del mostro.

Prima di tutto.

(peacocktv.com

Ed è quasi perfetto.

Perché per capire perché Jason Voorhees non muore mai dobbiamo ricordarci una cosa che la cultura pop ha quasi cancellato.

Nel primo Friday the 13th…

Jason non è l’assassino.

01 / PRIMA DI JASON C’ERA SUA MADRE

1980.

Camp Crystal Lake.

Un vecchio campeggio sta per riaprire dopo anni segnati da tragedie, racconti e superstizioni.

Arrivano i ragazzi.

Preparano le cabine.

Sistemano il campo.

Fanno quello che i ragazzi fanno nei film horror quando lo spettatore sa già che nessuno dovrebbe trovarsi lì.

Poi iniziano le morti.

Una dopo l’altra.

Il pubblico cerca il mostro.

E alla fine scopre che il mostro è Pamela Voorhees.

La madre di Jason.

Suo figlio era annegato anni prima nel lago mentre i counselor che avrebbero dovuto sorvegliarlo erano distratti.

Pamela non ha dimenticato.

Non ha perdonato.

E torna a Crystal Lake per impedire che quel posto possa vivere ancora.

Il film non nasce con una gigantesca mitologia alle spalle.

Nasce con un’idea molto più brutale.

Un titolo fortissimo.

Un campeggio.

Un gruppo di ragazzi.

Un assassino invisibile.

Morti abbastanza spettacolari da far parlare il pubblico.

Sean S. Cunningham ha raccontato anni dopo che il titolo Friday the 13th arrivò molto presto: capì semplicemente che un film con quel nome sarebbe stato immediatamente vendibile. (theguardian.com

E funzionò.

Con un budget indicato da The Numbers intorno ai 650.000 dollari, il film arrivò a quasi 60 milioni di dollari nel mondo secondo i dati disponibili.

Un rapporto abbastanza semplice da comprendere.

Costava poco.

Incassava tantissimo.

Crystal Lake avrebbe riaperto molto presto. (the-numbers.com

02 / HALLOWEEN AVEVA APERTO LA PORTA

Due anni prima, Halloween di John Carpenter aveva dimostrato quanto potesse essere potente un’idea essenziale.

Un assassino.

Una maschera.

Una notte.

Un gruppo di ragazzi.

Una macchina da presa che osserva.

Friday the 13th prende quella grammatica e la rende più esplicita.

Più sangue.

Più corpi.

Più morti elaborate.

Più exploitation.

Meno eleganza.

E forse proprio per questo trova un pubblico enorme.

Il film viene massacrato da parte della critica.

Non sarà l’ultima volta.

La saga continuerà a essere accusata di ripetitività, sadismo, personaggi sacrificabili, sesso trasformato in anticamera della morte e un meccanismo narrativo che sembra esistere soprattutto per trovare un modo nuovo di eliminare qualcuno.

Tutte critiche comprensibili.

Solo che il pubblico continua a comprare il biglietto.

Ed è qui che comincia il fenomeno.

03 / JASON ERA MORTO

Nel primo film Jason è soprattutto un ricordo.

Un bambino morto.

La ragione della follia di Pamela.

Poi arriva il finale.

Il lago.

La barca.

Quella figura che emerge improvvisamente dall’acqua.

Un momento che sarebbe diventato una delle immagini più famose del cinema horror.

Poi Friday the 13th Part 2 decide che la leggenda può diventare realtà.

Forse Jason non era morto.

Forse è sopravvissuto.

Forse vive nei boschi.

Forse ha visto sua madre morire.

Forse adesso è lui a voler vendetta.

La saga compie così il passaggio decisivo.

Il trauma genera il mostro.

Pamela lascia il posto al figlio.

E Jason comincia finalmente a uccidere.

Solo che manca ancora qualcosa.

04 / NON C’È ANCORA LA MASCHERA

Prima dell’hockey: Jason con il sacco di tela in Friday the 13th Part 2 (1981).
Prima dell’hockey: Jason con il sacco di tela in Friday the 13th Part 2 (1981).Fotogramma del film · Paramount Pictures · riproduzione Blu-ray DoBlu · Fonte dell’immagine

Se oggi disegniamo Jason, bastano pochissimi elementi.

Una figura enorme.

Un machete.

Una maschera da hockey.

Fine.

Lo riconosciamo.

Ma Jason non indossa quella maschera nel primo film.

Nemmeno nel secondo.

In Part 2 nasconde il volto con un sacco di tela.

La maschera da hockey arriva soltanto in Friday the 13th Part III, nel 1982. Peacock stessa, ripercorrendo i primi film in occasione di Crystal Lake, ricorda che l’immagine che sarebbe diventata inseparabile dal personaggio compare soltanto nel terzo capitolo. (peacocktv.com

Ed è una delle cose più affascinanti dell’intera saga.

Una delle icone horror più riconoscibili della storia del cinema viene costruita dopo che il franchise è già cominciato.

Non era il progetto.

Non esisteva una bibbia narrativa che dicesse:

“Jason dovrà apparire così per i prossimi quarant’anni.”

È successo.

E quando succede la cosa giusta, a volte lo capisci immediatamente.

Volto bianco.

Buchi neri.

Segni rossi.

Nessuna espressione.

Nessuna emozione.

Jason finalmente smette di sembrare soltanto un uomo.

Diventa un simbolo.

05 / UNA MASCHERA PERFETTA PERCHÉ NON DICE NIENTE

La maschera diventa un’icona: Richard Brooker in Friday the 13th Part III (1982).
La maschera diventa un’icona: Richard Brooker in Friday the 13th Part III (1982).Fotogramma del film · Paramount Pictures · riproduzione Blu-ray DoBlu · Fonte dell’immagine

Freddy Krueger parla.

Molto.

Ha personalità.

Sarcasmo.

Sadismo.

Può trasformare il sogno in praticamente qualsiasi cosa.

Michael Myers è quasi un’assenza.

Una forma.

Un male che cammina.

Jason occupa uno spazio particolare tra queste icone.

Non ha bisogno di parlare.

Non deve spiegarsi.

Non deve essere brillante.

Arriva.

Cammina.

Ti trova.

La maschera cancella qualsiasi informazione dal volto.

Non sappiamo se è arrabbiato.

Non sappiamo se prova dolore.

Non sappiamo nemmeno, a un certo punto della saga, quanto di umano sia rimasto lì sotto.

È proprio questa assenza a renderlo così facile da ricordare.

Non serve conoscere Friday the 13th.

Puoi non aver visto un singolo film.

Guardi quella maschera.

Sai chi è Jason.

Quando un personaggio riesce a esistere anche fuori dall’opera che lo ha creato, è successa una cosa rara.

È diventato cultura pop.

06 / CRYSTAL LAKE È UNA TRAPPOLA PERFETTA

Poi c’è il luogo.

Perché Friday the 13th non avrebbe la stessa forza senza Crystal Lake.

Un campeggio estivo dovrebbe rappresentare esattamente il contrario dell’orrore.

Natura.

Estate.

Acqua.

Ragazzi.

Libertà.

Notti intorno al fuoco.

Lontananza dagli adulti.

Poi arriva il buio.

Ed ecco il problema.

Sei lontano da tutto.

Non c’è nessuno.

Il bosco diventa un muro.

Il lago diventa qualcosa che non puoi vedere fino in fondo.

Ogni cabina può nascondere qualcuno.

Ogni rumore può venire da qualsiasi punto.

Crystal Lake trasforma un luogo costruito per far sentire liberi in un posto dal quale non puoi scappare.

E la saga tornerà continuamente a quell’immagine.

Anche quando proverà disperatamente ad allontanarsene.

Perché puoi portare Jason altrove.

Ma Crystal Lake rimane casa.

07 / LE REGOLE DELLO SLASHER

I ragazzi e il bosco: una scena di Friday the 13th Part III (1982).
I ragazzi e il bosco: una scena di Friday the 13th Part III (1982).Fotogramma del film · Paramount Pictures · riproduzione Blu-ray DoBlu · Fonte dell’immagine

Poi ci sono i ragazzi.

Il sesso.

La birra.

La droga.

L’isolamento.

Il rumore nel bosco che qualcuno decide inspiegabilmente di andare a controllare.

Le coppie che si separano.

La macchina che non parte.

Il telefono che non funziona.

La porta che non avresti dovuto aprire.

Lo slasher degli anni Ottanta costruisce una grammatica talmente riconoscibile che decenni dopo Scream potrà trasformarla in dialogo.

Conosciamo le regole perché film come Friday the 13th ce le hanno ripetute fino a renderle folklore.

E probabilmente è anche questo il motivo per cui molte critiche alla saga erano corrette.

I personaggi spesso esistono per essere eliminati.

Il sesso viene associato continuamente al pericolo.

Il corpo adolescente diventa materiale da distruggere.

La “Final Girl” rimane mentre gli altri cadono.

Solo che, quando una formula viene ripetuta abbastanza a lungo, può succedere qualcosa di strano.

Smette di essere soltanto formula.

Diventa rituale.

08 / ANDIAMO A VEDERE COME LI AMMAZZA QUESTA VOLTA

Probabilmente Friday the 13th funziona davvero quando smettiamo di giudicarlo secondo quello che non ha mai cercato seriamente di essere.

Non è una saga costruita sulla coerenza psicologica.

Non è una mitologia progettata dall’inizio.

Non è nemmeno una serie nella quale ogni sequel rende necessariamente più profondo ciò che è venuto prima.

È quasi un rito collettivo.

Camp Crystal Lake.

Ragazzi.

Jason.

E poi:

come andrà questa volta?

Quale sarà la morte che tutti ricorderanno?

Come tornerà Jason?

Come verrà fermato?

E soprattutto:

per quanto tempo rimarrà morto?

09 / THE FINAL CHAPTER

Nel 1984 esce Friday the 13th: The Final Chapter.

Il titolo sembra piuttosto chiaro.

Finale.

Finito.

Jason muore.

Tommy Jarvis lo colpisce.

Fine della storia.

Solo che il film incassa abbastanza.

Quindi arriva A New Beginning.

Jason, questa volta, viene persino sostituito.

E la reazione dimostra qualcosa di importante.

Il pubblico non vuole semplicemente Friday the 13th.

Vuole Jason.

10 / JASON LIVES

Il ritorno soprannaturale in Friday the 13th Part VI: Jason Lives (1986).
Il ritorno soprannaturale in Friday the 13th Part VI: Jason Lives (1986).Fotogramma del film · Paramount Pictures · riproduzione Blu-ray DoBlu · Fonte dell’immagine

Quindi nel 1986 arriva il titolo più sincero possibile.

Jason Lives.

Non proviamo più nemmeno a fingere.

Jason torna.

Un fulmine colpisce il suo corpo.

Il mostro riparte.

E succede un altro passaggio fondamentale.

Jason non è più soltanto un essere umano incredibilmente resistente.

Sta diventando apertamente soprannaturale.

Non dobbiamo più chiederci seriamente come possa sopravvivere.

È Jason.

Quella diventa la spiegazione.

E paradossalmente rende tutto più semplice.

11 / POI LA SAGA IMPAZZISCE

Dal campeggio alla fantascienza: Jason X (uscita statunitense 2002), immagine promozionale del film.
Dal campeggio alla fantascienza: Jason X (uscita statunitense 2002), immagine promozionale del film.New Line Cinema / Warner Bros. · Fonte dell’immagine

Da quel momento Friday the 13th può praticamente fare qualsiasi cosa.

Jason contro una ragazza con poteri telecinetici.

Jason va a Manhattan.

Jason va all’inferno.

Jason incontra Freddy Krueger.

Jason finisce nello spazio.

Sì.

Nello spazio.

Nel 2002 Jason X lo porta addirittura nell’anno 2455.

Roger Ebert demolì il film senza pietà, e non fu certamente il solo. (rogerebert.com

Ma quasi venticinque anni dopo siamo ancora qui a parlare di Jason nello spazio.

Forse anche questo significa qualcosa.

A un certo punto il franchise capisce di poter sopravvivere perfino alla propria assurdità.

Anzi.

Può abbracciarla.

12 / FREDDY VS. JASON

Freddy e Jason si affrontano in Freddy vs. Jason (2003).
Freddy e Jason si affrontano in Freddy vs. Jason (2003).New Line Cinema / Warner Bros. · galleria ufficiale · Fonte dell’immagine

Poi arriva il crossover che per anni è sembrato una fantasia da adolescenti horror.

Freddy Krueger.

Jason Voorhees.

Uno contro l’altro.

Freddy vs. Jason arriva nel 2003 e diventa il film di maggior incasso mondiale dell’intera serie Friday the 13th tra quelli elencati da The Numbers, con oltre 114 milioni di dollari. (the-numbers.com

Ed è quasi inevitabile.

Perché nel frattempo quei personaggi non appartengono più soltanto ai rispettivi film.

Sono diventati quasi supereroi dell’orrore.

O supervillain.

Icone con abilità.

Regole.

Fanbase.

Match impossibili discussi come:

Batman contro Superman.

Alien contro Predator.

Freddy contro Jason.

La cultura nerd aveva già iniziato a trattare i mostri come franchise.

13 / 2009: RICOMINCIAMO

Derek Mears è Jason nel reboot Friday the 13th (2009). Artwork originale, prima della rielaborazione grafica della cover.
Derek Mears è Jason nel reboot Friday the 13th (2009). Artwork originale, prima della rielaborazione grafica della cover.Materiale promozionale del film · fonte Apple TV · Fonte dell’immagine

Nel 2009 Hollywood fa quello che Hollywood prima o poi fa con qualsiasi proprietà abbastanza famosa.

Riparte.

Nuovo Friday the 13th.

Nuovo Jason.

Nuovi ragazzi.

Nuova Crystal Lake.

Il film recupera e comprime elementi dei primi capitoli, portando rapidamente Jason verso la forma che tutti riconoscono.

Funziona commercialmente.

Il film arriva a oltre 92 milioni di dollari worldwide secondo The Numbers. (the-numbers.com

E poi succede qualcosa di strano.

Jason sparisce dal cinema.

14 / UN MOSTRO BLOCCATO FUORI DAL PROPRIO CAMPEGGIO

Per anni Friday the 13th rimane impantanato anche in complesse dispute sui diritti.

Uno dei mostri più famosi della cultura pop esiste ovunque:

merchandising.

videogiochi.

magliette.

figure.

costumi.

memes.

convention.

Halloween.

Ma sul grande schermo rimane fermo.

Ed è quasi ironico.

Abbiamo passato decenni a vedere personaggi incapaci di fermare Jason.

Alla fine ci sono riusciti gli avvocati.

Per un po’.

15 / PERCHÉ JASON È DIVENTATO PIÙ GRANDE DEI FILM

Ken Kirzinger in Freddy vs. Jason (2003): la sagoma, la maschera e il machete bastano a riconoscerlo.
Ken Kirzinger in Freddy vs. Jason (2003): la sagoma, la maschera e il machete bastano a riconoscerlo.New Line Cinema / Warner Bros. · galleria ufficiale · Fonte dell’immagine

Questo, secondo me, è il punto centrale.

Ci sono moltissime persone che conoscono Jason senza aver visto Friday the 13th Part 2.

Senza sapere chi sia Tommy Jarvis.

Senza ricordare Pamela.

Senza sapere quando appare per la prima volta la maschera.

Non importa.

Jason possiede qualcosa che pochissimi personaggi raggiungono.

Un’immagine autosufficiente.

Maschera.

Machete.

Bosco.

Basta.

È diventato un archetipo.

E quando succede, la qualità del singolo film diventa quasi secondaria rispetto alla forza dell’immagine complessiva.

Non significa che tutti i film siano uguali.

Non lo sono.

Significa che il personaggio è riuscito a sopravvivere anche ai film peggiori.

16 / LA CRITICA LO HA ODIATO. E NON AVEVA SEMPRE TORTO.

Questa è una parte che non voglio evitare.

Perché sarebbe facile trasformare un articolo CULT in una celebrazione cieca.

Molti Friday the 13th sono ripetitivi.

Alcuni sono brutti.

Alcuni esistono evidentemente perché il precedente aveva guadagnato abbastanza da giustificare il successivo.

Ci sono personaggi appena abbozzati.

Dialoghi dimenticabili.

Sessualità trattata in modo meccanico.

Una quantità enorme di violenza contro ragazzi e soprattutto giovani donne.

Una formula che per anni ha alimentato e consolidato alcuni dei cliché più discussi dello slasher.

Roger Ebert fu uno dei critici più duri della serie e già nel 1981 liquidava Part 2 come un’altra variazione sul meccanismo del killer che elimina adolescenti uno dopo l’altro. (rogerebert.com

Aveva torto?

Non completamente.

Ma la storia della cultura pop non è fatta soltanto dalle opere che la critica decide di salvare.

È fatta anche da quelle che il pubblico continua a riaccendere.

E Jason è stato riacceso continuamente.

17 / IL MOSTRO DIVENTA MERCHANDISING

A un certo punto la maschera non appartiene più soltanto al cinema.

Diventa Halloween.

T-shirt.

Poster.

Action figure.

Videogiochi.

Costume.

Decorazione.

Parodia.

Citazione.

La cultura delle haunted attraction degli anni Ottanta e Novanta utilizzava frequentemente figure come Jason, Freddy e Pinhead, proprio perché erano diventate immagini immediatamente leggibili dal pubblico. (smithsonianmag.com

Il mostro fa un passaggio fondamentale.

Da personaggio a brand.

Suona terribile detto così.

Ma è esattamente quello che succede.

18 / IL VIDEOGIOCO AVEVA CAPITO UNA COSA

Friday the 13th: The Game aveva un’idea praticamente perfetta.

Un giocatore è Jason.

Gli altri sono counselor.

Scappate.

Nascondetevi.

Collaborate.

Cercate di sopravvivere.

In altre parole:

non adattare semplicemente il film.

Fai vivere al giocatore la formula del film.

Ed è una delle ragioni per cui, nonostante problemi tecnici e vicende legate ai diritti, il gioco ha mantenuto un posto particolare tra gli appassionati dell’horror asimmetrico.

Perché trasformava il rituale in meccanica.

Uno entra nel bosco.

Jason arriva.

Vediamo chi esce.

19 / E ADESSO CRYSTAL LAKE

Quarantasei anni dopo il primo film torniamo di nuovo lì.

Ma questa volta Crystal Lake sceglie una strada diversa.

Non comincia dalla maschera.

Non costruisce la serie intorno allo Jason adulto che tutti conosciamo.

Torna a Pamela.

A Jason bambino.

Alla perdita.

A ciò che accadde prima che Camp Crystal Lake diventasse una leggenda horror.

Peacock e A24 hanno pubblicato tutti gli otto episodi il 15 ottobre 2026. La serie è guidata dallo showrunner Brad Caleb Kane e ha Linda Cardellini nel ruolo di Pam Voorhees. (peacocktv.com

Ed è una scelta affascinante.

Perché significa fare una cosa pericolosissima.

Spiegare Jason.

20 / ABBIAMO DAVVERO BISOGNO DI SAPERE TUTTO?

È una domanda che riguarda ormai quasi tutta la cultura pop.

Ogni icona deve avere un’origine.

Ogni cattivo deve avere un trauma.

Ogni maschera deve avere una spiegazione.

Ogni mondo deve possedere lore.

Prequel.

Spin-off.

Serie.

Timeline.

Retroscena.

Ma i mostri funzionano spesso proprio perché esiste qualcosa che non comprendiamo.

Quanto dobbiamo sapere di Jason prima che Jason smetta di essere Jason?

La critica arrivata nelle prime ore di Crystal Lake è già divisa proprio su questo terreno.

Alcune recensioni hanno apprezzato l’ambizione e soprattutto Linda Cardellini; altre hanno considerato la serie troppo complicata rispetto alla brutalità semplice del materiale originale.

The Guardian l’ha criticata per aver sovraccaricato una mitologia nata essenzialmente come slasher; RogerEbert.com è stato ancora più severo, contestando soprattutto alcuni ampliamenti e riscritture della storia di Jason e Pamela. (theguardian.com (rogerebert.com

Ed è interessante.

Perché forse Friday the 13th sta affrontando nel 2026 il problema opposto rispetto al 1980.

Allora aveva quasi nessuna mitologia.

Oggi rischia di averne troppa.

21 / MA PAMELA MERITA DI ESSERE RICORDATA

Eppure c’è qualcosa di giusto nel tornare alla madre.

Perché la cultura pop ha fatto una cosa curiosa.

Ha trasformato completamente Friday the 13th nella storia di Jason.

Ma tutto nasce da Pamela.

Il primo film è suo.

Il lutto è suo.

La rabbia è sua.

Il massacro è suo.

Jason è inizialmente il bambino che non è stato protetto.

La vittima.

Poi la saga trasforma la vittima nel mostro.

E infine il mostro divora perfino il ricordo della persona che l’ha generato.

Tornare a Pamela significa quindi tornare a una verità che la maschera da hockey ha quasi cancellato.

Prima di essere la storia di un assassino immortale, Friday the 13th era la storia di una madre che non riusciva a sopravvivere alla morte di suo figlio.

Poi, naturalmente, tutto è degenerato.

Meravigliosamente.

22 / JASON NON CORRE. NON SERVE.

C’è una cosa che amo dei grandi mostri cinematografici.

Le loro regole diventano quasi fisica.

Tu corri.

Jason cammina.

Tu prendi l’auto.

Non parte.

Tu attraversi il bosco.

Lui è già dall’altra parte.

Non importa quanto veloce sia realmente.

La grammatica cinematografica gli concede un superpotere.

L’inevitabilità.

Jason non deve inseguirti.

Deve soltanto continuare.

È quasi una manifestazione fisica della frase:

“prima o poi ti raggiungo.”

E forse è proprio questo che rende la maschera così efficace.

Non vediamo fatica.

Non vediamo paura.

Non vediamo fretta.

Jason non sembra avere bisogno di vincere rapidamente.

Ha tutto il tempo del mondo.

23 / IL SUONO PRIMA DEL MOSTRO

E poi c’è quel suono.

Non serve nemmeno scriverlo.

Chi conosce Friday the 13th lo ha già sentito nella testa.

Il lavoro di Harry Manfredini ha dato alla saga qualcosa che vale quasi quanto la maschera.

Un avviso.

Una presenza.

La sensazione che Jason — o ciò che rappresenta — sia già vicino.

È un’altra dimostrazione di quanto un’icona sia composta da pochissimi pezzi.

Una maschera.

Un’arma.

Un suono.

Un luogo.

Quando li hai abbastanza forti, il pubblico completa tutto il resto.

24 / JASON, MICHAEL E FREDDY

Robert Englund nei panni di Freddy Krueger in Freddy vs. Jason (2003): il contrappunto al silenzio di Jason.
Robert Englund nei panni di Freddy Krueger in Freddy vs. Jason (2003): il contrappunto al silenzio di Jason.New Line Cinema / Warner Bros. · galleria ufficiale · Fonte dell’immagine

Sono diventati quasi una trinità dell’horror mainstream anni Ottanta.

Michael Myers.

Jason Voorhees.

Freddy Krueger.

Tre modi completamente diversi di costruire un mostro.

Michael è il vuoto.

Freddy è personalità pura.

Jason è fisicità.

Michael osserva.

Freddy parla.

Jason arriva.

Ed è probabilmente per questo che funziona così bene nei crossover, nei videogiochi e nell’immaginario collettivo.

È quasi una forza del gioco.

Un boss.

Un tank.

Una presenza che occupa lo spazio.

È un personaggio cinematografico che, senza saperlo, sembrava già progettato per diventare un’icona nerd.

25 / QUANTE VOLTE PUÒ MORIRE UN PERSONAGGIO?

La risposta è facile.

Finché il pubblico vuole rivederlo,

infinite.

È questa la cosa più meravigliosamente ridicola di Friday the 13th.

La morte non è mai stata davvero il finale.

È una pausa tra due capitoli.

Perfino i titoli hanno scherzato con noi.

The Final Chapter.

Jason Lives.

The Final Friday.

Ogni volta:

questa è l’ultima.

Ogni volta:

no.

Ed eccoci nel 2026.

Di nuovo a Crystal Lake.

26 / FORSE È PROPRIO QUESTO IL SEGRETO

Jason non è sopravvissuto perché ogni film della saga sia stato un capolavoro.

Assolutamente no.

È sopravvissuto perché la sua idea è diventata più forte della continuità.

Più forte dei sequel peggiori.

Più forte dei reboot.

Più forte delle dispute legali.

Più forte perfino del fatto che non fosse lui l’assassino nel film originale.

Prendiamo qualsiasi altra proprietà e proviamo a immaginare una cosa simile.

Il personaggio simbolo non è il cattivo del primo film.

Non indossa il proprio costume iconico fino al terzo.

Viene dichiarato definitivamente morto più volte.

Viene sostituito.

Resuscita.

Diventa zombie.

Va a Manhattan.

Va all’inferno.

Va nello spazio.

Combatte contro un altro franchise.

Viene rebootato.

Sparisce dal cinema per diciassette anni.

E quando ritorna il pubblico sa ancora perfettamente chi è.

Questa non è più semplice longevità.

È folklore.

27 / IL MOSTRO DEL CAMPEGGIO

Forse Jason è diventato qualcosa di molto simile ai mostri delle vecchie storie raccontate intorno al fuoco.

Non importa più quale versione sia quella “vera”.

La storia cambia ogni volta che viene raccontata.

Era morto.

No, era sopravvissuto.

Era umano.

No, era qualcosa d’altro.

È finito.

No, è tornato.

Ogni capitolo aggiunge.

Contraddice.

Riscrive.

Esagera.

Finché il personaggio smette di appartenere a una singola storia.

Appartiene alla leggenda.

Ed è abbastanza appropriato per un mostro nato in un campeggio.

28 / JASON NON MUORE MAI

Crystal Lake ha riaperto.

Di nuovo.

Nuovi attori.

Nuove immagini.

Nuove spiegazioni.

Una nuova generazione potrà incontrare Pamela e Jason senza aver mai affittato una VHS, senza conoscere Part VI, senza aver visto Kane Hodder indossare la maschera, senza sapere perché Tommy Jarvis sia importante.

Va bene così.

Le leggende funzionano esattamente in questo modo.

Qualcuno le scopre dall’inizio.

Qualcuno dal sequel sbagliato.

Qualcuno da un videogioco.

Qualcuno da una action figure.

Qualcuno perché a Halloween vede una maschera bianca con dei buchi e si chiede da dove venga.

Poi magari torna indietro.

E scopre che nel primo film il tipo con quella maschera…

non c’è nemmeno.

Quasi perfetto.

Perché Jason Voorhees è diventato una delle più grandi icone dell’horror facendo praticamente tutto nel modo sbagliato.

Non doveva essere il killer.

Lo è diventato.

Non aveva la maschera.

L’ha trovata.

Doveva morire.

È tornato.

Doveva finire.

Ha continuato.

Poi lo hanno portato troppo lontano.

Ha continuato.

Lo hanno mandato nello spazio.

Ha continuato.

Lo hanno fermato per anni.

Ha continuato.

Adesso siamo ancora una volta davanti al lago.

Il bosco è buio.

Il campeggio è aperto.

Qualcuno, inevitabilmente, farà una scelta terribile.

E da qualche parte abbiamo ancora quella certezza assurda che accompagna questa saga da più di quarant’anni.

Puoi correre.

Puoi nasconderti.

Puoi perfino ucciderlo.

Ma prima o poi…

Jason torna.


FONTI E APPROFONDIMENTI

Peacock — Crystal Lake, informazioni ufficiali, cast e uscita del 15 ottobre 2026. (peacocktv.com
Peacock — storia dei primi tre Friday the 13th e nascita cinematografica di Jason. (peacocktv.com
The Numbers — box office della saga Friday the 13th. (the-numbers.com
Smithsonian Magazine — Friday the 13th, Camp No-Be-Bo-Sco e l’eredità culturale del film originale. (smithsonianmag.com
The Guardian — Sean S. Cunningham e la realizzazione del film del 1980. (theguardian.com
RogerEbert.com — recensioni storiche della saga e recensione 2026 di Crystal Lake. (rogerebert.com
The Guardian — recensione di Crystal Lake, ottobre 2026. (theguardian.com


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