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NERD CULTURE · ANIME & MANGA
Oggi Go Nagai è a Lucca. Ha ottantuno anni, continua a disegnare e davanti a lui ci sono generazioni differenti che probabilmente sono arrivate lì attraverso porte diverse. Qualcuno dice Goldrake. Qualcuno Mazinga Z. Qualcuno Devilman. Altri Cutie Honey, Jeeg, Getter Robot. Io penso inevitabilmente anche a tutti quei robot che guardavo e che avrebbero aperto un universo molto più grande: Vultus 5, Voltron e tutto ciò che sarebbe venuto dopo. Oggi alcuni di quei giganti sono diventati anche oggetti Bandai che colleziono. Ma prima degli scaffali, prima del collezionismo e prima ancora che in Italia sapessimo bene cosa significasse la parola “anime”, c'era un uomo che aveva avuto un'idea semplicissima: invece di comandare un robot gigante da fuori, perché non entrarci dentro? Go Nagai non ha soltanto creato personaggi. Ha cambiato il rapporto tra uomo e macchina, tra manga e provocazione, tra demoni e umanità. E questo articolo è soltanto l'inizio. Perché da qui, su CrashVerse, si apre il nostro universo MECHA.
Scritto da cRASh
ESPLORA L’ARTICOLO · 47 CAPITOLI
- OGGI, LUCCA
- 1945
- SHOTARO ISHINOMORI
- PRIMA DEI ROBOT, LO SCANDALO
- 1972
- UN'AUTO FERMA NEL TRAFFICO
- ENTRA
- IL PILOTA
- ROCKET PUNCH
- MAZINGER NON È SOLTANTO UNA MACCHINA
- NELLO STESSO ANNO, IL DEMONIO
- DANTE ERA GIÀ LÌ
- CUTIE HONEY
- GETTER ROBOT
- GRANDE MAZINGA
- JEEG
- E POI ARRIVA LUI
- 4 APRILE 1978
- L'ITALIA E GOLDRAKE
- IO E QUELL'UNIVERSO
- VULTUS 5
- VOLTRON
- DAGLI SCHERMI AGLI SCAFFALI
- CHOGOKIN
- NAGAI NON SI FERMA AI MECHA
- IL MAESTRO E IL DISTURBO
- WAJIMA
- TORNARE A WAJIMA
- DANTE, DI NUOVO
- E GOLDRAKE È TORNATO
- 2026
- PRIMA E DOPO MAZINGER
- POI ARRIVERANNO GLI ALTRI
- GO NAGAI NON SARÀ IL NOSTRO ARTICOLO SUI ROBOT
- DEVILMAN AVRÀ IL SUO MOMENTO
- CUTIE HONEY AVRÀ IL SUO SPAZIO
- IL MIO GO NAGAI
- NON STAI COMPRANDO SOLTANTO UN ROBOT
- VERDICT
- MAZINGER Z
- GOLDRAKE
- JEEG
- GETTER ROBOT
- DEVILMAN
- IL SENSO DI QUESTO PEZZO
- QUANDO IL ROBOT SI MUOVE
- LA PORTA
01 / OGGI, LUCCA

Foto: Michele Mariani (@michelemariani.fotografie) / Lucca Comics & Games. Press kit, 28 ottobre 2026.
28 ottobre 2026.
Lucca Comics & Games.
Go Nagai è uno degli ospiti simbolo dell'edizione.
Nel pomeriggio tiene un Maxishowcase, una sessione di live drawing. Rimarrà protagonista del festival fino al 30 ottobre, quando è previsto anche l'incontro Go Nagai: Sole, cuore e acciaio. Parallelamente Lucca gli dedica un'installazione esperienziale costruita intorno ai robot, a Devilman e perfino al suo rapporto con Dante Alighieri.
Non è una presenza celebrativa qualsiasi.
È quasi un ritorno a casa.
Perché pochi Paesi fuori dal Giappone hanno avuto con Go Nagai un rapporto come quello dell'Italia.
Ma per arrivare a Goldrake dobbiamo tornare molto indietro.
02 / 1945
Go Nagai nasce a Wajima, nella prefettura di Ishikawa, il 6 settembre 1945.
Circa tre settimane prima, il Giappone aveva annunciato la resa che chiudeva per il Paese la Seconda guerra mondiale.
Nagai nasce quindi letteralmente dentro un Giappone che deve ricominciare.
Vive a Wajima fino al 1952, poi la famiglia si trasferisce a Tokyo. I ricordi della città sul mare, dei santuari e dell'infanzia rimarranno fortissimi anche quando la sua vita lo porterà altrove.
Da bambino incontra i manga.
Osamu Tezuka.
Mitsuteru Yokoyama.
E decide presto che quella potrebbe essere la sua lingua.
Poi entra nello studio di un altro gigante.
03 / SHOTARO ISHINOMORI
Prima di Go Nagai,
c'è Go Nagai assistente.
Lavora con Shotaro Ishinomori, autore che avrebbe lasciato un'impronta gigantesca sulla cultura pop giapponese attraverso opere come Cyborg 009 e, successivamente, Kamen Rider.
La Japan Media Arts Festival ricostruisce proprio questo passaggio: Nagai lavora come assistente di Ishinomori e poi debutta professionalmente nel 1967 con Meakashi Polikichi.
È una scuola durissima.
Tavole.
Scadenze.
Velocità.
Storie.
Personaggi.
Produzione seriale.
Ma Nagai non sembra destinato a diventare semplicemente un ottimo continuatore della tradizione.
Nel 1968 comincia a creare problemi.
04 / PRIMA DEI ROBOT, LO SCANDALO
HARENCHI GAKUEN
Shameless School.
Compare già nel primo Shonen Jump del 1968 e diventa poi una serializzazione regolare.
È una commedia scolastica.
Ma dentro mette erotismo, voyeurismo, insegnanti tutt'altro che esemplari e una quantità di provocazione che, per il manga rivolto ai ragazzi dell'epoca, diventa esplosiva.
Il successo è enorme.
Le proteste anche.
Associazioni di genitori.
PTA.
Gruppi femminili.
Media.
Nagai viene trattato quasi come un corruttore della gioventù. The Japan Times ricorda come il manga lo trasformò contemporaneamente in bersaglio nazionale e pioniere di un modo molto più provocatorio di utilizzare il fumetto popolare.
Questo è importante.
Perché Go Nagai non comincia la propria carriera come rispettabile maestro del robot.
Comincia come qualcuno disposto a chiedersi:
perché questa cosa non si può disegnare?
Quella domanda non lo abbandonerà più.
Cambierà soltanto il soggetto.
05 / 1972
Poi arriva uno degli anni più assurdi nella storia del manga.
Go Nagai mette al mondo praticamente nello stesso periodo:
DEVILMAN
e
MAZINGER Z
Demoni da una parte.
Acciaio dall'altra.
Due opere apparentemente lontanissime.
Due rivoluzioni.
06 / UN'AUTO FERMA NEL TRAFFICO
La storia della nascita di Mazinger è meravigliosamente semplice.
Nagai è in macchina.
Tokyo.
Traffico.
Non si muove.
E pensa:
se questa macchina potesse avere braccia e gambe, potrebbe semplicemente superare le altre.
Lo avrebbe raccontato direttamente molti anni dopo: l'idea del robot pilotato dall'interno nasce da quella sensazione molto quotidiana, essere bloccato in un'auto e immaginare che il veicolo possa diventare qualcosa di più.
Ed ecco la svolta.
Prima esistevano già robot giganteschi.
Tetsujin 28-go, per esempio, aveva creato un'immagine fondamentale del robot comandato dall'essere umano.
Ma Nagai porta l'uomo dentro.
07 / ENTRA
MAZINGER Z
Koji Kabuto non controlla Mazinger da lontano.
Sale su un piccolo veicolo.
Si aggancia alla testa della macchina.
E da quel momento il robot diventa quasi un'estensione gigantesca del corpo umano.
L'idea del protagonista che pilota personalmente il robot viene indicata ancora oggi da Toei e dalla stessa Lucca come uno dei passaggi fondativi del moderno immaginario mecha.
È difficile spiegare quanto questa scelta cambi tutto.
Perché adesso quando il robot cade,
tu sei dentro.
Quando viene colpito,
sei dentro.
Quando alzi un braccio,
quel braccio gigantesco sembra quasi il tuo.
Non stai più dando ordini alla macchina.
La stai indossando su scala monumentale.
08 / IL PILOTA
Questa sarà una delle grandi idee che attraverseranno decenni di animazione.
Mazinger.
Getter.
Gundam.
Macross.
Evangelion.
E centinaia di altre variazioni.
Naturalmente il linguaggio cambierà radicalmente.
Arriveranno i Real Robot.
La guerra diventerà politica.
Il pilota diventerà soldato.
Poi adolescente traumatizzato.
Poi il concetto stesso di robot verrà smontato e ricostruito.
Ma quella porta è ormai aperta.
L'essere umano può entrare nella macchina.
E noi con lui.
09 / ROCKET PUNCH
Poi ci sono le armi.
E qui Nagai capisce un'altra cosa fondamentale.
Il robot deve possedere gesti.
Non basta che spari genericamente.
Deve avere mosse riconoscibili.
Rocket Punch.
Breast Fire.
Armi chiamate prima o durante l'attacco.
Quasi wrestling tecnologico.
Nagai ha spiegato di essersi ispirato anche al linguaggio del catch giapponese, dove mosse e tecniche vengono chiamate e annunciate.
Il risultato è una grammatica che noi avremmo imparato perfettamente.
Nome dell'arma.
Preparazione.
Movimento.
Esplosione.
Da bambini non stavamo semplicemente guardando.
Le gridavamo.
10 / MAZINGER NON È SOLTANTO UNA MACCHINA
Ed è qui che preferisco fermarmi.
Perché Mazinga Z avrà il suo articolo.
Non voglio consumarlo qui.
Mi interessa ciò che rappresenta dentro la storia di Nagai.
Il momento in cui una nuova relazione tra uomo e robot viene resa talmente semplice, potente e ripetibile da diventare una regola del genere.
Il robot non è più soltanto qualcosa che guardi.
È un posto nel quale immagini di entrare.
Quello cambia tutto.
11 / NELLO STESSO ANNO, IL DEMONIO
Ed ecco perché Go Nagai è molto più interessante della definizione:
“quello dei robottoni.”
Mentre sta cambiando i robot,
sta realizzando:
DEVILMAN
Akira Fudo.
Amon.
Demoni.
Identità.
Paura.
Guerra.
Fanatismo.
Violenza.
E soprattutto una domanda molto peggiore di qualunque mostro:
quanto deve diventare disumana l'umanità prima che il vero demone non sia più quello con le corna?
Il manga del 1972 diventa un racconto molto più cupo e apocalittico rispetto alla contemporanea serie animata, arrivando a utilizzare demoni e ultraviolenza per costruire anche un discorso contro la guerra, il panico collettivo e la persecuzione.
Per Nagai Devilman rimarrà una delle opere decisive della propria carriera.
E anche qui ci fermiamo.
Perché Devilman merita il suo CrashVerse.
12 / DANTE ERA GIÀ LÌ
Ma c'è una cosa che dobbiamo raccontare.
Nagai non arriva ai demoni soltanto attraverso la cultura pop giapponese.
Tra le immagini che lo impressionano profondamente ci sono quelle realizzate da Gustave Doré per la Divina Commedia di Dante.
Inferno.
Corpi.
Mostri.
Punizione.
Architetture impossibili.
Lo stesso Nagai ha indicato Dante e Doré tra le proprie grandi influenze visive, e Lucca mette oggi questo rapporto al centro dell'omaggio dedicato al mangaka.
Anni dopo arriverà persino a realizzare una propria versione manga della Divina Commedia.
Un autore giapponese cresciuto con Tezuka che attraversa Dante e Doré e restituisce tutto attraverso il manga.
Questo, già da solo, dovrebbe bastare a distruggere l'idea che stiamo parlando semplicemente di “cartoni con i robot”.
13 / CUTIE HONEY
1973.
Go Nagai cambia di nuovo genere.
CUTIE HONEY
Honey Kisaragi.
Una ragazza capace di trasformarsi.
Honey Flash.
Costumi.
Identità differenti.
Azione.
Fantascienza.
Erotismo.
Commedia.
Toei descrive la serie originale attraverso proprio questo meccanismo: Honey cambia forma e abbigliamento mentre combatte Panther Claw.
Anche qui Nagai prende qualcosa che già esiste nel linguaggio dell'animazione e lo spinge in una direzione nuova.
La trasformazione femminile diventa spettacolo.
Identità.
Potere.
Sensualità.
Gioco.
L'eredità di Cutie Honey arriverà molto lontano dentro l'animazione giapponese.
E ancora una volta Nagai dimostra di non avere alcun interesse a rimanere nella scatola appena costruita.
14 / GETTER ROBOT
1974.
Un altro passaggio.
GETTER ROBOT
Sviluppato insieme al lavoro fondamentale di Ken Ishikawa nell'universo Dynamic.
Questa volta non basta entrare in un robot.
Tre veicoli.
Tre piloti.
Tre possibili combinazioni.
Tre forme.
Getter-1.
Getter-2.
Getter-3.
A seconda dell'ordine in cui le Getter Machines si combinano, cambia il robot. Toei descrive esattamente questa struttura nella serie originale del 1974.
Ed ecco un altro mattone del linguaggio mecha:
COMBINARSI
Da soli sei una cosa.
Insieme diventi qualcosa di più grande.
Anche questa idea avrà conseguenze gigantesche.
15 / GRANDE MAZINGA
Nel frattempo Mazinger evolve.
Arriva:
GREAT MAZINGER
Più potente.
Nuovo pilota.
Nuova macchina.
Nuovo capitolo.
Il concetto di robot non deve rimanere immobile.
Può avere generazioni.
Successori.
Upgrade.
Famiglie.
Continuità.
Anche questa diventerà una delle grandi ossessioni del genere.
Ma ne parleremo con calma quando entreremo davvero nella dinastia Mazinga.
16 / JEEG
1975.
KOTETSU JEEG
Per noi:
JEEG ROBOT D'ACCIAIO
E Nagai cambia ancora il rapporto tra uomo e macchina.
Hiroshi Shiba è un cyborg.
Non sale semplicemente dentro Jeeg.
Diventa la testa del robot.
Il resto del corpo viene assemblato magneticamente attraverso i componenti lanciati dal Big Shooter.
Toei riassume così l'idea: Hiroshi, trasformato in cyborg dal padre, può mutare nella testa di Jeeg, mentre le altre parti vengono assemblate attorno a lui.
Pensate al percorso.
Prima comandavi il robot.
Poi entravi nel robot.
Ora una parte del robot sei tu.
Il confine continua a muoversi.
17 / E POI ARRIVA LUI
1975.
Giappone.
UFO ROBOT GRENDIZER
Noi però impareremo a chiamarlo:
GOLDRAKE
E qui la storia di Go Nagai diventa anche profondamente italiana.
18 / 4 APRILE 1978
Rai 2.
Ore 18:45.
Arriva Atlas UFO Robot.
Goldrake.
Actarus.
Alcor.
Venusia.
Rigel.
Un'altra estetica.
Un altro modo di raccontare il pericolo.
Robot giganteschi.
Alieni.
Combattimenti.
Morte.
Guerra.
Responsabilità.
Rai ricorda ancora oggi quella data come un passaggio capace di cambiare il panorama televisivo italiano e di aprire la grande stagione dell'animazione giapponese nel nostro Paese.
Non fu semplicemente:
“un cartone di successo”.
Fu un fenomeno.
19 / L'ITALIA E GOLDRAKE
Lucca lo definisce una vera testa di ponte per l'arrivo degli anime in Italia.
Ed è una definizione perfetta.
Perché dopo Goldrake il pubblico italiano è pronto.
Arrivano altri robot.
Altre serie.
Altri mondi.
E a un certo punto il bambino italiano non ha più bisogno di sapere da quale studio provengano.
Sa soltanto che vuole vedere il robot.
20 / IO E QUELL'UNIVERSO
Ed è qui che questa storia diventa anche personale.
Perché io quei robot li ho guardati.
E il bello è che, crescendo, nella mia testa non esisteva una linea accademica che separasse:
questo è Nagai.
questo è Toei.
questo è Sunrise.
questo è Toei ma non Nagai.
questo è americano rielaborato da materiale giapponese.
Io vedevo MECHA.
Giganti.
Trasformazioni.
Agganci.
Armi.
Piloti.
Squadre.
21 / VULTUS 5
Vultus 5.
Quella costruzione gigantesca composta da cinque macchine.
La formazione.
I piloti.
La sensazione che prima di combattere dovesse accadere qualcosa di rituale.
22 / VOLTRON
Poi Voltron.
Cinque leoni.
Colori.
Combinazione.
Il momento in cui i singoli corpi diventano una sola macchina.
Nagai non ha creato Vultus 5.
Non ha creato Voltron.
Ed è importante dirlo.
Ma quando guardo oggi l'intero albero genealogico dei mecha, vedo chiaramente il motivo per cui questo articolo deve venire prima degli altri.
Qualcuno ha aperto una porta.
Poi dentro quella porta sono entrati tantissimi autori.
E ognuno ha costruito qualcosa di diverso.
23 / DAGLI SCHERMI AGLI SCAFFALI
La parte divertente è che quella storia non è finita quando ho smesso di essere bambino.
Oggi quei robot li colleziono.
Bandai.
Figure.
Modelli.
Metallo.
Dettagli che allora sul televisore nemmeno riuscivo a vedere.
È cambiato il rapporto.
Prima aspettavi che apparissero sullo schermo.
Oggi puoi prenderli.
Guardarli da vicino.
Metterli su uno scaffale.
Ma quando riconosci una silhouette,
la reazione arriva dallo stesso punto.
Quella parte non è mai diventata adulta del tutto.
E per fortuna.
24 / CHOGOKIN
Anche l'industria ha capito perfettamente questo rapporto tra memoria, robot e oggetto.
Bandai ha costruito negli anni linee collezionistiche come Soul of Chogokin, arrivando per esempio nel 2017 a celebrare contemporaneamente i cinquant'anni della carriera di Nagai, i quarantacinque di Mazinger Z e i vent'anni della linea con un nuovo Mazinger dedicato alle origini del design.
Quindi quei robot hanno attraversato almeno tre vite.
Personaggio.
Giocattolo.
Collezionabile.
E per molti di noi continuano a vivere in tutte e tre contemporaneamente.
25 / NAGAI NON SI FERMA AI MECHA

Foto: Michele Mariani (@michelemariani.fotografie) / Lucca Comics & Games. Press kit, 28 ottobre 2026.
Ed è qui che bisogna evitare un altro errore.
Ridurre Nagai al robot.
Perché la stessa persona ha lavorato su:
commedia.
erotismo.
horror.
fantascienza.
azione.
supereroi.
apocalisse.
letteratura.
satira.
Lucca stessa oggi presenta la sua carriera precisamente come un percorso attraverso generi differenti, non come la produzione seriale di un'unica formula.
La cosa impressionante non è soltanto avere avuto una grande idea.
È avere avuto molte idee che sembrano appartenere ad autori differenti.
26 / IL MAESTRO E IL DISTURBO
Forse la qualità comune è proprio questa.
Go Nagai disturba.
Harenchi Gakuen disturba i genitori.
Devilman disturba l'idea che l'uomo sia necessariamente migliore del mostro.
Mazinger Z disturba la distanza tra uomo e macchina.
Cutie Honey disturba le aspettative su una protagonista femminile.
Jeeg disturba persino il confine fisico:
dove termina il pilota?
dove comincia il robot?
Questo mi sembra il vero filo.
Nagai prende una categoria.
Poi prova ad aprirla.
27 / WAJIMA
E poi la vita gli restituisce qualcosa di molto più serio di qualsiasi storia.
1 gennaio 2024.
Terremoto della penisola di Noto.
Wajima viene devastata.
Il Go Nagai Wonderland Museum, aperto nel 2009 nella città dove era nato, viene investito dall'incendio che distrugge una parte enorme della zona del mercato.
All'inizio si teme che anche molte opere originali siano andate perdute.
Nagai reagisce in un modo che racconta probabilmente molto più della persona di cento biografie.
In sostanza dice:
sono ancora un mangaka attivo.
Se le opere sono perdute,
posso crearne altre.
Adesso bisogna pensare alle persone.
Poco dopo si scoprirà che le misure antincendio del museo avevano miracolosamente protetto molti degli originali.
La città no.
Quella doveva essere ricostruita davvero.
28 / TORNARE A WAJIMA
Nel giugno 2025 Nagai torna a Wajima.
Visita i luoghi devastati.
Dona undici opere alla città come contributo simbolico alla ricostruzione.
Tra quelle immagini naturalmente c'è Mazinger Z.
Il robot nato per proteggere l'umanità che diventa adesso anche simbolo di una città che deve rimettersi in piedi.
È difficile inventare una metafora migliore.
29 / DANTE, DI NUOVO
Poi arriva l'Italia.
Nel luglio 2025, all'Expo di Osaka, la Regione Toscana consegna a Go Nagai il Pegaso per la Cultura.
Il riconoscimento è legato anche al rapporto straordinario costruito tra il suo lavoro e la Divina Commedia, ponte tra Dante, le immagini di Doré e il linguaggio del manga.
L'uomo che da bambino guardava i demoni di Doré viene premiato dall'Italia per avere restituito Dante attraverso la propria arte.
Il cerchio è quasi perfetto.
30 / E GOLDRAKE È TORNATO
Nel frattempo questi personaggi continuano a muoversi.
Nel 2017 Mazinger Z: Infinity debutta in anteprima mondiale proprio a Roma, con Nagai presente.
Nel 2024 arriva Grendizer U, nuova reinterpretazione di Goldrake.
Non una semplice ristampa della serie originale.
Una nuova storia, pensata per poter parlare anche a chi Grendizer non l'aveva mai visto. Go Nagai figura come autore originale e ha espresso il desiderio che la nuova versione potesse raggiungere persone di Paesi differenti.
Questo è il punto.
Non stiamo commemorando qualcosa che è morto.
31 / 2026
E infatti oggi Nagai è qui.
Lucca.
Live drawing.
Mostra.
Pubblico.
Ottantuno anni.
Nel 2026 continuiamo ancora a parlare seriamente di personaggi creati oltre mezzo secolo fa.
Non perché siamo incapaci di andare avanti.
Ma perché alcune idee diventano infrastruttura.
Non le vedi più soltanto come opere.
Le vedi nelle opere degli altri.
32 / PRIMA E DOPO MAZINGER
Prima di Mazinger esistevano robot giganteschi.
Questo va detto.
La storia non comincia con Nagai.
Tezuka.
Yokoyama.
Tetsujin 28-go.
Un intero immaginario aveva preparato il terreno.
La genialità non consiste sempre nell'essere il primo essere umano ad avere pensato una determinata cosa.
Qualche volta consiste nel trovare la forma che rende quell'idea impossibile da dimenticare.
Nagai porta il pilota dentro.
Dà al robot armi nominate.
Rende il combattimento fisico.
Trasforma la macchina in personaggio.
E da lì il genere possiede una grammatica nuova.
33 / POI ARRIVERANNO GLI ALTRI
Ed è precisamente qui che comincia la nostra prossima storia.
Perché il mondo mecha non coincide con Go Nagai.
Fortunatamente.
Dopo arriveranno idee completamente differenti.
VULTUS 5
La combinazione e il dramma familiare.
VOLTRON
L'immagine dei cinque leoni diventata icona globale.
GUNDAM
La guerra che trasforma il robot da supereroe in macchina militare.
MACROSS
Robot, guerra, musica e cultura.
EVANGELION
Il momento in cui il genere prende la propria storia, la apre e comincia a guardare cosa c'è dentro.
E tantissimo altro.
Ma per capire quella strada,
bisogna sapere da dove siamo passati.
34 / GO NAGAI NON SARÀ IL NOSTRO ARTICOLO SUI ROBOT
Questa distinzione per me è importante.
Questo non è:
“tutto quello che dovete sapere sui mecha.”
Non voglio fare quello.
E non è neppure:
“tutti i robot di Go Nagai spiegati uno per uno.”
Mazinga merita spazio.
Goldrake merita spazio.
Jeeg merita spazio.
Getter merita spazio.
E lo avranno.
Go Nagai serve invece a raccontare il terremoto iniziale.
L'uomo che sposta le regole.
35 / DEVILMAN AVRÀ IL SUO MOMENTO
Anche lui.
Perché dentro la stessa mente che immaginava il Pilder infilarsi nella testa di Mazinger c'era una storia capace di guardare l'umanità e chiedersi se meritasse davvero di essere salvata.
E quella è un'altra porta.
Horror.
Manga.
Anime.
Masaaki Yuasa.
Devilman Crybaby.
L'influenza su autori venuti dopo.
Non possiamo liquidarla in tre paragrafi.
Non lo faremo.
36 / CUTIE HONEY AVRÀ IL SUO SPAZIO
Perché anche quella trasformazione merita di essere osservata separatamente.
E questo forse è il modo migliore per capire la grandezza di Nagai.
Ogni volta che provi a raccontarlo,
apri un'altra cartella.
E dentro c'è materiale sufficiente per un altro articolo.
37 / IL MIO GO NAGAI
Per me però, inevitabilmente,
alla fine tornano i robot.
Non perché siano tutto ciò che ha fatto.
Perché sono una parte della mia storia.
Quelle serie guardate da ragazzo.
I nomi.
Le sigle.
I combattimenti.
Il momento della trasformazione.
L'attesa per vedere comparire l'arma.
Il robot che si compone.
I giganti che sembravano davvero giganteschi.
Poi cresci.
Passano gli anni.
Cambiano i televisori.
Cambiano i formati.
Cambiano le console.
Cambia tutto.
E un giorno ti ritrovi a comprare un Bandai.
Poi magari un altro.
E capisci una cosa.
38 / NON STAI COMPRANDO SOLTANTO UN ROBOT
Stai comprando una forma.
Una silhouette che il cervello riconosce prima ancora di analizzarla.
Un colore.
Un pugno.
Un volto metallico.
Un ricordo.
Ma anche un oggetto contemporaneo, costruito con una qualità che quando eri bambino sarebbe sembrata fantascienza.
È proprio per questo che non voglio chiamarlo semplicemente nostalgia.
La nostalgia guarda soltanto indietro.
Il collezionismo porta quella cosa nel presente.
È diversa.
39 / VERDICT
GO NAGAI — FUORI SCALA
Questa volta il voto ha poco senso.
Come valuti qualcuno che ha contribuito a cambiare contemporaneamente:
manga comico.
erotismo nel manga popolare.
horror.
super robot.
eroina trasformabile.
immaginario demoniaco.
cultura televisiva italiana.
design dei personaggi.
merchandising.
cultura mecha?
Non puoi mettergli semplicemente:
9.
9,5.
10.
Il punto non è quanto ogni singola opera sia perfetta.
Il punto è quante cose oggi esistono anche perché qualcuno, prima, ha rotto una regola.
40 / MAZINGER Z
Non lo giudico qui.
Lo incontreremo di nuovo.
E molto più da vicino.
41 / GOLDRAKE
In Italia merita praticamente una storia propria dentro la Storia.
La faremo.
42 / JEEG
Anche lui.
E lì avremo molto da dire.
43 / GETTER ROBOT
Tre macchine.
Tre forme.
Un'altra porta aperta.
Ci torneremo.
44 / DEVILMAN
Non è una nota a piè di pagina della carriera di Nagai.
È un pilastro.
Articolo dedicato.
45 / IL SENSO DI QUESTO PEZZO
Oggi Go Nagai è a Lucca.
Questa è stata la scusa perfetta per fermarci e guardare il percorso.
Ma non voglio chiuderlo come si chiude una retrospettiva.
Con:
“grazie Maestro per i ricordi.”
Troppo poco.
Go Nagai non ci ha lasciato soltanto ricordi.
Ci ha lasciato un linguaggio.
46 / QUANDO IL ROBOT SI MUOVE
Provate a pensare a questa immagine.
Un ragazzo entra in una cabina.
La macchina si accende.
Occhi luminosi.
Motori.
Metallo.
Il corpo gigantesco si alza.
Il ragazzo muove i comandi.
Il robot muove il braccio.
In quel momento non sono più completamente separati.
È un'idea che oggi sembra naturale.
Quasi ovvia.
Ed è proprio questo che succede alle grandi idee.
Dopo che qualcuno le ha inventate bene,
sembra impossibile immaginare un mondo nel quale non esistessero.
47 / LA PORTA
Per questo Go Nagai è il punto dal quale voglio iniziare.
Non perché abbia inventato ogni mecha.
Non perché tutto ciò che è arrivato dopo gli appartenga.
Sarebbe falso.
Ma perché ha aperto una delle porte fondamentali.
Io, da bambino, ci sono passato senza sapere chi l'avesse costruita.
Poi sono arrivati altri giganti.
Vultus.
Voltron.
E molti altri.
Oggi alcuni di loro sono sugli scaffali di casa mia.
Domani su CrashVerse li prenderemo uno alla volta.
Li guarderemo.
Li smonteremo.
Li ricostruiremo.
Capiremo cosa significavano allora.
E soprattutto cosa significano oggi.
Ma prima serviva lui.
L'uomo che guardò un ingorgo a Tokyo e pensò che una macchina,
forse,
avrebbe potuto semplicemente alzarsi
e camminare sopra tutto.
GO NAGAI.
Robot.
Demoni.
Rivoluzioni.
E da qui,
INIZIA IL NOSTRO UNIVERSO MECHA.


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