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TV & SERIES × NERD CULTURE · ANIMATION
Peter cade dalle scale. Stewie progetta di conquistare il mondo. Brian beve un martini e giudica tutti. Quagmire entra in una stanza e sai già che qualcosa andrà storto. Poi, senza alcun motivo apparente, la storia si interrompe e parte una scena completamente diversa. Family Guy ha passato più di venticinque anni a fare praticamente tutto quello che una sitcom non dovrebbe fare. È stata cancellata, insultata, accusata di essere stupida, offensiva, ripetitiva e derivativa. Poi è tornata. Ed è ancora qui. Ma quando penso ai Griffin, prima di tutto il resto, ricordo una cosa molto più semplice: quanto ci siamo divertiti a guardarli.
ESPLORA L’ARTICOLO · 31 CAPITOLI
- UNA FAMIGLIA PERFETTAMENTE SBAGLIATA
- 31 GENNAIO 1999
- “QUESTA VOLTA È COME QUANDO…”
- FAMILY GUY AVEVA GIÀ UN PO’ DI INTERNET DENTRO
- PETER
- IL POLLO
- STEWIE
- BRIAN
- BRIAN E STEWIE
- LOIS
- CHRIS
- E POI C’È MEG
- QUAGMIRE
- JOE
- NESSUNO È AL SICURO
- SÌ, A VOLTE ERA TROPPO
- MA UNA COSA È ESSERE OFFENSIVI. UN’ALTRA È ESSERE PREVEDIBILI.
- E PENSARE CHE L’AVEVANO CANCELLATA
- UNA SERIE SALVATA DAL SUO PUBBLICO
- POI DIVENTA UN’ISTITUZIONE
- STAR WARS
- LA CULTURA POP COME LINGUA
- E I MUSICAL
- ADAM WEST
- CONSUELA
- QUANTO CI SIAMO DIVERTITI
- NON TUTTO DEVE DIVENTARE PROFONDO
- OGGI FA ANCORA RIDERE?
- STEWIE CONTINUA DA SOLO
- NON VOGLIO DIFENDERLI DA TUTTO
- I GRIFFIN
Ci sono serie che ricordo per la trama.
Altre per un personaggio.
Altre ancora per il periodo della mia vita in cui le ho viste.
I Griffin li ricordo soprattutto per una cosa.
Le risate.
Quelle vere.
Quelle in cui una battuta arriva completamente da un’altra parte e per qualche secondo devi fermarti.
Quelle scene che il giorno dopo ripeti.
Quelle che diventano una frase tra amici.
Quelle in cui sai perfettamente che quello che stai guardando è stupido.
Anzi.
Forse proprio per quello funziona.
Peter fa qualcosa di idiota.
Stewie guarda Brian.
Brian risponde.
Silenzio.
Poi succede qualcosa che non c’entra assolutamente niente.
E ridi.
Non sempre.
Naturalmente.
Dopo più di venticinque anni sarebbe assurdo sostenere che ogni battuta abbia funzionato.
Ma quando i Griffin erano nel momento giusto…
quanto cazzo ci facevano ridere.
01 / UNA FAMIGLIA PERFETTAMENTE SBAGLIATA

L’idea di base non sembrava particolarmente rivoluzionaria.
Una famiglia americana.
Padre.
Madre.
Tre figli.
Cane.
Casa in periferia.
Una sitcom.
Solo che il padre è Peter Griffin.
E lì cominciano i problemi.
Peter non è Homer Simpson.
Il confronto è inevitabile e accompagna Family Guy praticamente dalla nascita.
Padre sovrappeso.
Non particolarmente intelligente.
Famiglia americana.
Serie animata Fox.
Era impossibile non vedere la parentela.
Ma dopo poche puntate diventava altrettanto evidente che Seth MacFarlane stesse costruendo un’altra forma di follia.
Peter non deve necessariamente imparare qualcosa.
Spesso non impara niente.
Non evolve.
Non migliora.
Non conserva quasi alcuna conseguenza delle proprie azioni.
Una settimana distrugge la famiglia.
Quella successiva tutto è di nuovo normale.
Ed è proprio questa irresponsabilità narrativa a permettere ai Griffin di fare praticamente qualsiasi cosa.
02 / 31 GENNAIO 1999
Family Guy debutta negli Stati Uniti il 31 gennaio 1999, subito dopo il Super Bowl XXXIII.
Seth MacFarlane aveva appena ventiquattro anni quando la serie entrò in produzione, diventando uno degli showrunner più giovani della televisione americana. (televisionacademy.com)
La famiglia vive a Quahog, Rhode Island.
Peter.
Lois.
Meg.
Chris.
Stewie.
Brian.
Sulla carta potresti quasi immaginare una sitcom tradizionale.
Poi il bambino vuole uccidere la madre.
Il cane parla.
Beve.
Guida.
Ha opinioni politiche.
Scrive romanzi terribili.
E Peter possiede apparentemente la capacità di interrompere la realtà ogni volta che ricorda qualcosa.
È lì che nasce probabilmente la più grande invenzione comica della serie.
03 / “QUESTA VOLTA È COME QUANDO…”
Cut.
E siamo da un’altra parte.
Cinque secondi.
Trenta secondi.
Un minuto.
Non importa.
La trama si ferma.
Parte una gag.
Finisce.
Torniamo indietro.
Il cutaway.
Naturalmente Family Guy non ha inventato il flashback comico.
Ma lo ha trasformato praticamente in un sistema operativo.
Peter dice:
“È peggio di quella volta che…”
E improvvisamente la serie può andare ovunque.
Un film.
Una celebrity.
Un evento storico.
Una pubblicità.
Una serie televisiva.
Una scena completamente inventata.
Qualcosa che non verrà mai più citato.
È una libertà narrativa quasi totale.
E quando funziona bene, il cervello non ha nemmeno il tempo di prepararsi.
La battuta arriva lateralmente.
04 / FAMILY GUY AVEVA GIÀ UN PO’ DI INTERNET DENTRO
Ripensandoci oggi, c’è qualcosa di stranamente contemporaneo in quella struttura.
Clip.
Frammento.
Riferimento.
Altro frammento.
Torni indietro.
Un’altra cosa.
Una celebrity.
Una canzone.
Una scena vecchia.
Un meme prima che la parola meme diventasse il modo in cui la utilizziamo oggi.
Guardare un episodio dei Griffin poteva sembrare quasi scorrere un feed costruito da qualcuno con una cultura pop enorme e un problema serio con l’attenzione.
Forse è anche per questo che la serie ha funzionato così bene online.
Le gag potevano essere estratte.
Condivise.
Riviste senza bisogno di conoscere l’intero episodio.
Una scena dei Griffin può vivere perfettamente da sola.
Prima sulle compilation.
Poi sui DVD.
Poi YouTube.
Poi GIF.
Poi meme.
Poi clip verticali.
Il formato è cambiato.
I Griffin erano già fatti a pezzi.
05 / PETER
Peter dovrebbe essere il centro della famiglia.
Tecnicamente.
In realtà è una calamità naturale con i pantaloni verdi.
E la cosa straordinaria è quanto lontano gli sceneggiatori abbiano potuto portarlo.
Ignorante.
Egoista.
Infantile.
Impulsivo.
A volte semplicemente mostruoso.
Eppure capace di essere incredibilmente divertente proprio perché non esiste praticamente pensiero tra ciò che gli passa per la testa e ciò che decide di fare.
Peter non entra in una situazione.
La distrugge.
Poi magari cade.
Si fa male.
Rimane a terra.
Respira.
“Aaaaah…”
Pausa.
“Aaaaah…”
Ancora.
Una gag che dovrebbe durare tre secondi viene portata molto oltre il punto in cui dovrebbe finire.
E proprio lì ricomincia a far ridere.
06 / IL POLLO

E poi c’è il pollo gigante.
Perché naturalmente dobbiamo parlarne.
Non avrebbe alcun senso non farlo.
Peter incontra Ernie the Giant Chicken.
Litigano.
La battaglia degenera.
Auto.
Strade.
Edifici.
Aerei.
Qualunque cosa.
Per minuti.
Una sequenza d’azione enormemente più elaborata di quanto la battuta meriti.
Poi finisce.
E la storia continua.
Perché?
Non importa.
È proprio questo il punto.
Il pollo ritorna più volte nel corso della serie e ogni apparizione sembra voler rispondere alla domanda:
quanto possiamo spendere in animazione per una cosa completamente inutile?
La risposta è:
ancora un po’.
Ed è meraviglioso.
07 / STEWIE
Poi c’è Stewie.
Probabilmente il personaggio che rende immediatamente evidente che Family Guy non vuole rispettare nessuna logica da sitcom familiare.
È un neonato.
Parla come un adulto.
Possiede una cultura enorme.
Costruisce armi.
Macchine del tempo.
Dispositivi impossibili.
Vuole inizialmente eliminare Lois.
Vuole dominare il mondo.
E contemporaneamente tiene con sé Rupert.
Un orsacchiotto.
La cosa interessante è quanto Stewie sia cambiato.
Il piccolo genio omicida delle prime stagioni lentamente diventa qualcosa di molto più complesso.
Nevrotico.
Insicuro.
Teatrale.
Sensibile.
Assurdo.
E il suo rapporto con Brian diventa probabilmente la relazione più sviluppata dell’intera serie.
08 / BRIAN
Brian dovrebbe essere quello intelligente.
Ed è esattamente per questo che è così divertente quando scopriamo quanto possa essere insopportabile.
Legge.
O almeno vuole farci credere di leggere.
Scrive.
Malissimo.
Beve.
Predica.
Giudica.
Vuole apparire progressista.
Colto.
Profondo.
Poi la serie passa anni a smontarlo.
Brian è spesso la persona che crede di essere la più intelligente nella stanza.
E proprio per questo diventa il bersaglio perfetto.
È un cane che vuole essere un intellettuale.
E forse sarebbe già abbastanza.
Ma con Stewie succede qualcosa.
Le gag rallentano.
Le conversazioni diventano più lunghe.
Ogni tanto Family Guy si ricorda addirittura di avere un cuore.
09 / BRIAN E STEWIE

Alcuni degli episodi migliori della serie funzionano perché smettono quasi completamente di comportarsi come Family Guy.
Prendono Brian e Stewie.
Li mandano da qualche parte.
Li fanno parlare.
Le celebri puntate “Road to…” trasformano la coppia in una versione assurda delle vecchie commedie musicali da viaggio.
Poi esiste un episodio come “Brian & Stewie”.
Quasi niente cutaway.
Quasi niente famiglia.
Due personaggi chiusi in una banca.
Dialogo.
Disgusto.
Paura.
Amicizia.
È interessante perché dimostra una cosa che spesso dimentichiamo.
Dietro tutto il rumore, gli sceneggiatori dei Griffin sapevano perfettamente come costruire personaggi e dialoghi.
Semplicemente, molto spesso preferivano far esplodere qualcosa.
10 / LOIS

Lois è probabilmente il personaggio che all’inizio sembra più vicino alla classica “madre normale” della sitcom.
Poi passa il tempo.
E scopriamo che no.
Assolutamente no.
Anche Lois è fuori di testa.
Ha rabbia.
Ego.
Frustrazioni.
Passato.
Contraddizioni.
Ed è forse inevitabile.
Nessun essere umano completamente sano potrebbe essere sposato con Peter Griffin per così tanti anni.
11 / CHRIS
Chris vive spesso nella propria dimensione.
Adolescente.
Confuso.
Ingenuo.
Strano.
Con quella voce immediatamente riconoscibile di Seth Green nella versione originale.
Non è il personaggio più sofisticato della famiglia.
Ma è esattamente il tipo di presenza capace di trasformare una frase innocente in qualcosa di completamente sbagliato.
12 / E POI C’È MEG
Meg.
Povera Meg.
Una delle running gag più longeve e probabilmente anche più crudeli della serie.
La famiglia la tratta malissimo.
Spesso senza alcuna ragione.
“Shut up, Meg.”
Fine.
Per anni questa cosa ha prodotto risate.
E contemporaneamente, riguardandola oggi, alcune gag risultano molto più cattive di quanto ricordassimo.
Anche questo fa parte dell’esperienza di tornare ai Griffin.
Non tutto è invecchiato bene.
E va detto.
13 / QUAGMIRE
Giggity.
Basta.
Per anni era sufficiente quello.
Glenn Quagmire rappresenta probabilmente uno dei personaggi che mostrano meglio quanto sia cambiata la sensibilità del pubblico.
Il maniaco sessuale.
Predatorio.
Completamente privo di limite.
Molte delle sue gag oggi vengono guardate in maniera inevitabilmente diversa.
E infatti anche il personaggio è stato progressivamente modificato.
Gli sceneggiatori hanno iniziato a utilizzarlo più spesso come individuo.
Il suo odio per Brian.
La famiglia.
Il lavoro da pilota.
La sua vita fuori dalla gag sessuale.
Questo non cancella quello che il personaggio è stato.
Ma mostra quanto anche una serie costruita sulla mancanza di conseguenze debba prima o poi confrontarsi con il tempo.
14 / JOE
Joe Swanson.
Poliziotto.
Paraplegico.
Voce enorme.
Patrick Warburton.
Anche qui Family Guy prende una caratteristica che in una sitcom tradizionale sarebbe stata trattata con estrema prudenza e decide di scherzarci sopra continuamente.
A volte brillantemente.
A volte molto meno.
Joe è contemporaneamente competente, disperato, fortissimo, vulnerabile e bersaglio di battute che nessun'altra serie probabilmente avrebbe provato.
E questo ci porta a uno dei problemi centrali dei Griffin.
15 / NESSUNO È AL SICURO
Religione.
Politica.
Disabilità.
Sesso.
Morte.
Celebrità.
Razza.
Orientamento sessuale.
Malattie.
Guerre.
Tragedie.
Film.
Televisione.
Family Guy ha sempre lavorato secondo un principio molto semplice:
se esiste, prima o poi possiamo farci una battuta.
È stato parte del fascino.
Ed è stato anche origine di una quantità enorme di critiche.
Perché esiste una differenza sottile tra:
non avere paura di scherzare su qualcosa
e
utilizzare lo shock come sostituto della battuta.
E i Griffin quella linea l’hanno attraversata parecchie volte.
16 / SÌ, A VOLTE ERA TROPPO
Non voglio fare una celebrazione in cui improvvisamente ogni cosa diventa geniale perché ci siamo divertiti.
Non funzionerebbe.
Alcune battute sono invecchiate male.
Altre erano già discutibili quando furono scritte.
La serie è stata criticata per stereotipi razziali ed etnici, sessismo, omofobia, violenza gratuita e per un uso dell'offesa che a volte sembrava esistere più per provocare che per dire qualcosa.
Anche critici che riconoscevano la brillantezza del formato hanno più volte accusato la serie di affidarsi troppo a cutaway, shock humor e ripetizione. (avclub.com) (theguardian.com)
E alcune volte avevano ragione.
Il fatto che qualcosa mi abbia fatto ridere vent’anni fa non significa che debba necessariamente farmi ridere oggi.
È normale.
Siamo cambiati.
È cambiato il mondo.
È cambiato il linguaggio.
17 / MA UNA COSA È ESSERE OFFENSIVI. UN’ALTRA È ESSERE PREVEDIBILI.
Secondo me il problema più grande dei Griffin non è mai stato semplicemente l’offesa.
È stato quando abbiamo cominciato a capire come avrebbe cercato di offenderci.
La comicità assurda funziona soprattutto grazie alla sorpresa.
Se conosci il meccanismo…
la sorpresa diminuisce.
Cutaway.
Celebrity.
Violenza improvvisa.
Peter fa qualcosa di idiota.
Meg viene insultata.
Quagmire fa una battuta sessuale.
Brian dice qualcosa di presuntuoso.
Dopo centinaia di episodi è inevitabile che la macchina cominci a mostrare gli ingranaggi.
Non significa che non possa più funzionare.
Significa che deve lavorare molto di più per sorprenderci.
18 / E PENSARE CHE L’AVEVANO CANCELLATA
Questa è una delle parti più belle della storia.
Fox cancella Family Guy nel 2002 dopo tre stagioni e ascolti insufficienti.
Fine.
O almeno avrebbe dovuto esserlo.
Poi succede qualcosa.
Le repliche arrivano su Adult Swim.
Funzionano.
Molto.
I DVD vendono in maniera impressionante.
Nel 2005 il Los Angeles Times raccontava come proprio quelle vendite e il successo delle repliche avessero convinto Fox a fare qualcosa allora rarissimo:
resuscitare una serie cancellata. (latimes.com)
Nel maggio 2005 Family Guy torna con nuovi episodi.
E questa volta non se ne va più.
Pensiamoci.
La serie è morta.
Il pubblico continua a guardarla.
Continua a comprare.
La rete guarda quei numeri.
E dice:
forse abbiamo fatto una cazzata.
Peter Griffin sarebbe orgoglioso.
19 / UNA SERIE SALVATA DAL SUO PUBBLICO
Questa storia oggi sembra quasi normale.
Serie cancellate che tornano.
Streaming.
Campaign.
Fanbase online.
Petizioni.
Ma nel 2005 era qualcosa di molto più particolare.
Family Guy diventa una delle dimostrazioni più evidenti che un pubblico può esistere anche quando i dati televisivi tradizionali non riescono a vederlo bene.
Le persone compravano i DVD.
Guardavano le repliche.
Facevano vedere gli episodi agli amici.
Ripetevano le battute.
La serie era diventata più grande fuori dalla programmazione Fox di quanto Fox avesse capito mentre la trasmetteva.
È quasi una storia perfetta di cultura pop.
Il network decide che qualcosa non funziona.
Il pubblico risponde:
no, aspettate. A noi questa roba piace.
20 / POI DIVENTA UN’ISTITUZIONE

La cosa assurda è ciò che succede dopo.
La serie che Fox aveva cancellato raggiunge centinaia di episodi.
Nel 2009 viene candidata all’Emmy come Outstanding Comedy Series, la prima serie animata a ottenere quella nomination dai tempi dei Flintstones nel 1961. (televisionacademy.com)
Oggi la Television Academy registra per Family Guy 32 nomination e 9 Emmy vinti. (televisionacademy.com)
E nel febbraio 2026 arriva il 450° episodio.
Quattrocentocinquanta.
Di una serie che era stata cancellata dopo tre stagioni. (fox.com)
Questa, da sola, è una gag da Family Guy.
21 / STAR WARS

E poi ci sono i momenti in cui l’ossessione per la cultura pop prende completamente il controllo.
Blue Harvest.
Something, Something, Something, Dark Side.
It’s a Trap!
Tre speciali dedicati alla trilogia originale di Star Wars.
Non piccoli riferimenti.
Non cutaway.
Interi film reinterpretati attraverso i personaggi della serie.
Peter è Han Solo.
Lois è Leia.
Chris è Luke.
Stewie è Darth Vader.
Brian è Chewbacca.
È una cosa profondamente nerd.
E dimostra quanto sotto la volgarità apparente di Family Guy esistesse spesso una conoscenza vera del materiale parodiato.
Puoi prendere in giro qualcosa in quel modo soltanto se lo conosci abbastanza bene da sapere dove colpire.
22 / LA CULTURA POP COME LINGUA
Questa è forse la caratteristica più importante dell’intera serie.
I Griffin parlano continuamente attraverso altre cose.
Film.
Televisione.
Musica.
Pubblicità.
Celebrità.
Politica.
Broadway.
Anni Settanta.
Anni Ottanta.
Anni Novanta.
Qualche volta il riferimento era talmente specifico che una parte del pubblico probabilmente non aveva idea di cosa stesse guardando.
Non importava.
La battuta continuava comunque.
Ed è una delle ragioni per cui riguardare vecchi episodi oggi può trasformarsi quasi in archeologia pop.
“Ma questa cosa a cosa si riferiva?”
Cerchi.
Scopri.
Capisci la battuta vent’anni dopo.
23 / E I MUSICAL

Poi improvvisamente cantano.
E non come gag improvvisata male.
Orchestra.
Arrangiamenti.
Numeri musicali costruiti seriamente.
Seth MacFarlane possiede un amore autentico per il Great American Songbook, Broadway e la musica orchestrale, e questa passione è entrata continuamente nella serie.
È sempre stato uno dei contrasti più strani dei Griffin.
Una battuta su una funzione corporale.
Tre minuti dopo:
numero musicale perfettamente arrangiato.
Perché no?
Anche questa è Family Guy.
24 / ADAM WEST
E poi c’era lui.
Il sindaco Adam West.
Interpretato da Adam West.
Non una versione normale dell’attore.
Qualcosa di completamente diverso.
Surreale.
Imprevedibile.
Un uomo capace di entrare in una scena, dire qualcosa apparentemente privo di qualsiasi connessione con la realtà e uscire.
Una delle cose migliori che Family Guy ha fatto con la cultura pop è stata proprio questa.
Non limitarsi a dire:
“Guardate, abbiamo una celebrity.”
Prendere la celebrity.
E trasformarla in un personaggio completamente idiota del proprio universo.
25 / CONSUELA
“No, no…”
Alcune gag dei Griffin sono diventate riconoscibili con due parole.
Consuela.
Herbert.
Tom Tucker.
Dr. Hartman.
Carter Pewterschmidt.
Mort.
Bruce.
Cleveland.
Il pollo.
Il vecchio che combatte con Peter.
Intere figure costruite intorno a una voce, un comportamento, una frase.
A un certo punto Quahog smette di essere semplicemente la città dei Griffin.
Diventa un ecosistema di persone che aspetti di rivedere.
26 / QUANTO CI SIAMO DIVERTITI
Ma ogni volta che provo a costruire l’analisi seria…
torno qui.
Perché posso parlare della storia dell’animazione americana.
Della cancellazione.
Della resurrezione.
Dei cutaway.
Della satira.
Dell’influenza.
Delle critiche.
Dell’uso della cultura pop.
Tutto vero.
Ma non è la prima cosa che mi viene in mente.
Mi vengono in mente le risate.
Quanto ci siamo divertiti a guardarli.
Quel momento in cui una puntata diventava quasi materiale da condividere.
“Hai visto quella scena?”
“Aspetta, aspetta… questa te la devo far vedere.”
E partiva la clip.
Poi la riguardavi.
E ridevi di nuovo.
È una cosa semplice.
Ma forse è il complimento più grande che si possa fare a una comedy.
Ci ha fatto ridere.
Tanto.
27 / NON TUTTO DEVE DIVENTARE PROFONDO
Su CrashVerse cerchiamo spesso quello che resta dietro un’opera.
Il significato.
Il cambiamento culturale.
La memoria.
Il motivo per cui qualcosa continui a parlarci.
Ma ogni tanto la risposta può essere molto meno complicata.
Era divertente.
Tremendamente divertente.
E ci faceva stare bene guardarlo.
Non serve trasformare ogni risata in una teoria.
Certe sere mettevi i Griffin.
Peter faceva una cazzata.
Stewie diceva qualcosa che un neonato non avrebbe dovuto nemmeno conoscere.
Brian si comportava da coglione.
Quagmire entrava.
Meg veniva massacrata senza ragione.
Il pollo appariva.
E per venti minuti il mondo poteva aspettare.
28 / OGGI FA ANCORA RIDERE?
Dipende.
Ed è probabilmente la risposta più sincera.
Alcune puntate sì.
Alcune gag tantissimo.
Altre non più.
Alcuni episodi delle prime stagioni possiedono ancora un ritmo incredibile.
Altri sembrano appartenere chiaramente a un’altra epoca.
La serie stessa ha attraversato momenti più forti e altri molto più stanchi.
Impossibile che sia altrimenti dopo centinaia di episodi.
Ma c’è qualcosa di impressionante nel fatto che la macchina continui ancora a produrre momenti capaci di diventare clip, meme e conversazioni.
Nel 2026 Fox ha trasmesso la stagione 24, aperta proprio dal 450° episodio. (fox.com)
E non è nemmeno la fine.
29 / STEWIE CONTINUA DA SOLO
Nel marzo 2026 Fox ha ordinato addirittura due stagioni di uno spin-off dedicato a Stewie, previsto per la stagione televisiva 2027–2028.
MacFarlane tornerà naturalmente a dargli voce.
La nuova serie dovrebbe seguire Stewie dopo il trasferimento in un’altra scuola materna, portando i suoi gadget e le sue follie in nuove avventure. (variety.com)
Pensiamoci.
Nel 2002 qualcuno aveva deciso che questa famiglia non aveva più abbastanza pubblico per restare in televisione.
Ventiquattro anni dopo stanno preparando una serie nuova dedicata al bambino.
Se questo non è sopravvivere alla cancellazione, non so cosa lo sia.
30 / NON VOGLIO DIFENDERLI DA TUTTO
Forse è importante dirlo anche alla fine.
Non voglio sostenere che chi critica Family Guy non abbia capito nulla.
Al contrario.
Molte critiche sono corrette.
È stata pigra.
Ripetitiva.
Gratuitamente offensiva.
A volte geniale.
A volte imbarazzante.
Ha spremuto alcune gag fino a distruggerle.
Ha creato personaggi splendidi e poi li ha trasformati in caricature di se stessi.
È successo.
Ma quando raccontiamo la cultura non dobbiamo per forza decidere che qualcosa sia perfetto per riconoscerne il peso.
I Griffin non sono perfetti.
Sarebbe piuttosto assurdo se lo fossero.
31 / I GRIFFIN
Forse fra altri vent’anni qualcuno scoprirà Peter Griffin attraverso una clip di dieci secondi.
Non saprà niente della cancellazione.
Dei DVD.
Di Adult Swim.
Dell’Emmy.
Dei confronti con The Simpsons.
Vedrà un uomo grasso con gli occhiali combattere per dieci minuti contro un pollo gigante.
E probabilmente la prima domanda sarà:
“Ma che cazzo sto guardando?”
Ottimo.
È esattamente il modo giusto per cominciare.
Perché alla fine i Griffin hanno passato più di un quarto di secolo a fare una cosa molto precisa.
Entrare in una struttura familiare perfettamente riconoscibile.
Distruggerla.
Interrompere la trama.
Prendere in giro qualcosa.
Superare il limite.
Tornare indietro.
Cantare.
Fare una battuta stupidissima.
Poi magari, quando meno te lo aspetti, lasciarti anche un momento sorprendentemente umano.
Ma soprattutto…
farci ridere.
E certe volte non serve cercare una conclusione più importante.
Ricordo serate.
Scene.
Battute.
Personaggi.
Gag che conoscevamo già e che continuavano comunque a funzionare.
Ricordo quella sensazione meravigliosa in cui inizi a ridere perché qualcuno accanto a te sta già ridendo.
Poi nessuno riesce più a smettere.
E magari sullo schermo Peter Griffin sta semplicemente tenendosi il ginocchio.
“Aaaah…”
Pausa.
“Aaaah…”
Ancora.
È stupido.
Lo sappiamo.
E stiamo ridendo comunque.
Forse è proprio questo il punto.
Dopo più di venticinque anni, centinaia di episodi, polemiche, cancellazioni, resurrezioni e critiche…
quando penso ai Griffin non penso alla televisione.
Penso a quanto ci siamo divertiti.
E sinceramente?
Mi basta.
FONTI E APPROFONDIMENTI
FOX — Family Guy, stagione 24 e 450° episodio. (fox.com)
Television Academy — Family Guy: premi e nomination Emmy. (televisionacademy.com)
Television Academy — Seth MacFarlane, carriera e creazione della serie. (televisionacademy.com)
Los Angeles Times — cancellazione, successo dei DVD e ritorno di Family Guy nel 2005. (latimes.com)
The Guardian — candidatura Emmy 2009 e impatto culturale della serie. (theguardian.com)
Variety — spin-off Stewie, ordinato per due stagioni da Fox nel 2026. (variety.com)
Immagini: Disney, stagione 23; Disney, stagione 22; TV Insider, stagione 19; Road to the Multiverse; Peter e il Pollo; Blue Harvest. Tutti i diritti delle immagini appartengono ai rispettivi titolari.


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