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MOVIES · ACTORS

È stato il ragazzo più desiderato del pianeta. È diventato uno degli attori più rispettati della propria generazione. Ha interpretato milionari, truffatori, poliziotti, assassini, pionieri, schiavisti, esploratori, rivoluzionari falliti e uomini divorati dalle proprie ossessioni. Ha lavorato con James Cameron, Steven Spielberg, Christopher Nolan, Quentin Tarantino, Paul Thomas Anderson e soprattutto Martin Scorsese. E mentre Hollywood cercava continuamente di trasformarlo in un prodotto, Leonardo DiCaprio ha costruito una carriera facendo quasi sempre la cosa opposta: scappare dal personaggio che il pubblico aveva appena deciso che dovesse essere.

Scritto da cRASh

ESPLORA L’ARTICOLO · 45 CAPITOLI
  1. LEONARDO WILHELM DICAPRIO
  2. LENNY WILLIAMS
  3. PRIMA DEL CINEMA C’ERA LA TELEVISIONE
  4. ROBERT DE NIRO CAMBIA TUTTO
  5. BUON COMPLEANNO MR. GRAPE
  6. 1995: QUALSIASI COSA TRANNE IL RAGAZZO CARINO
  7. ROMEO + GIULIETTA DI WILLIAM SHAKESPEARE
  8. TITANIC
  9. IL FILM CHE NON FECE PER TITANIC
  10. DOPO JACK DAWSON
  11. 2002: SCORSESE E SPIELBERG
  12. MARTIN SCORSESE
  13. THE AVIATOR
  14. 2006: DUE FILM, DUE DICAPRIO
  15. REVOLUTIONARY ROAD: JACK E ROSE SONO MORTI
  16. 2010: SHUTTER ISLAND + INCEPTION
  17. J. EDGAR
  18. DJANGO UNCHAINED: FINALMENTE IL MOSTRO
  19. 2013: GATSBY E BELFORT
  20. 1MDB: QUANDO THE WOLF OF WALL STREET FINISCE DENTRO UNO SCANDALO REALE
  21. REVENANT – REDIVIVO
  22. DOPO L’OSCAR NON CORRE
  23. C’ERA UNA VOLTA… A HOLLYWOOD
  24. DON’T LOOK UP
  25. KILLERS OF THE FLOWER MOON
  26. UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA
  27. COSA SUCCEDE ADESSO
  28. I FILM CHE AVREBBERO POTUTO CAMBIARE TUTTO
  29. L’ATTORE: PERCHÉ FUNZIONA
  30. GLI UOMINI DI DICAPRIO
  31. APPIAN WAY: NON SOLTANTO ATTORE
  32. L’AMBIENTALISTA
  33. PRIMA LA MADRE
  34. GEORGE
  35. TOBEY
  36. KATE
  37. LE RELAZIONI
  38. NON SPOSATO, NESSUN FIGLIO
  39. LA PRIVACY COME STRATEGIA
  40. «HO VINTO ALLA LOTTERIA»
  41. 2005: L’AGGRESSIONE
  42. PRODURRE È POTERE
  43. LA FILMOGRAFIA: LUNGOMETRAGGI E DOCUMENTARI PRINCIPALI
  44. IL PARADOSSO DICAPRIO
  45. VERDICT

C’è un’inquadratura in cui Leonardo DiCaprio sembra avere vent’anni per sempre.

È sul Titanic.

Capelli mossi dal vento.

Faccia ancora quasi adolescenziale.

Jack Dawson guarda Rose come se l’intero pianeta potesse scomparire e non avrebbe importanza.

Per milioni di persone Leonardo DiCaprio è nato lì.

Naturalmente non è vero.

Quando Titanic arriva nei cinema nel 1997, DiCaprio è già stato candidato all’Oscar.

Ha già recitato con Robert De Niro.

Ha già interpretato Arthur Rimbaud.

Ha già fatto Ritorno dal nulla.

Ha già trasformato Romeo in un ragazzo degli anni Novanta.

Era già un attore.

Titanic fece qualcosa di diverso.

Lo trasformò in Leonardo DiCaprio.

E probabilmente tutta la storia successiva della sua carriera può essere letta come il tentativo di dimostrare che dietro quell’immagine esisteva ancora l’attore.

Ci è riuscito.

Talmente bene che oggi, a più di trent’anni dal suo primo ruolo cinematografico, la parte più affascinante di DiCaprio non è più la sua sopravvivenza.

È il fatto che continui a sembrare necessario.

E qui entra anche qualcosa di personale.

Di Leonardo DiCaprio possiedo tutta la filmografia.

Non perché collezioni automaticamente i film di ogni attore che mi piace.

La possiedo perché lo considero realmente uno degli attori più forti oggi a Hollywood.

Ci sono interpretazioni migliori di altre, film enormi e film meno riusciti, ma seguire DiCaprio significa osservare un attore che quasi sempre tenta qualcosa.

E dopo aver attraversato tutta la sua carriera, dai lavori giovanili fino all’ultimo film, la cosa sorprendente è quanto raramente sembri scegliere la strada più facile.

01 / LEONARDO WILHELM DICAPRIO

Nasce a Los Angeles l’11 novembre 1974.

Sua madre è Irmelin Indenbirken, nata in Germania. Suo padre è George DiCaprio, figura della controcultura americana, autore e distributore di underground comics. Dal ramo paterno arrivano anche le radici italiane della famiglia DiCaprio.

Persino il nome sembra scritto per una futura star.

Secondo il racconto familiare, Irmelin era incinta e stava osservando un dipinto di Leonardo da Vinci agli Uffizi di Firenze quando il bambino si mosse nel suo ventre.

Leonardo.

Il nome rimase.

I genitori si separano quando è molto piccolo, ma entrambi rimangono presenti nella sua vita.

La Los Angeles nella quale cresce non è quella delle ville sulle colline.

DiCaprio ha più volte ricordato quartieri difficili, una famiglia con disponibilità economiche limitate e una scuola pubblica che non amava particolarmente.

Da bambino pensa addirittura che potrebbe diventare biologo marino.

Poi scopre un’altra cosa.

Gli piace imitare le persone.

Voci.

Movimenti.

Personaggi.

Far ridere gli adulti.

Osservarli.

Riprodurli.

È una caratteristica apparentemente banale.

Diventerà uno degli strumenti fondamentali del suo mestiere.

02 / LENNY WILLIAMS

Hollywood, però, non lo accoglie immediatamente.

Fa pubblicità.

Provini.

Piccole apparizioni.

Viene rifiutato.

A dodici o tredici anni finalmente trova un agente.

L’agente osserva il nome:

Leonardo DiCaprio.

Troppo etnico.

La proposta è straordinaria:

Lenny Williams.

Nel 2025 DiCaprio ha raccontato nuovamente l’episodio: il cognome sarebbe dovuto sparire e persino Leonardo sarebbe stato trasformato partendo dal secondo nome, Wilhelm.

George DiCaprio vide il nuovo nome sulla fotografia promozionale del figlio e strappò tutto.

Leonardo DiCaprio sarebbe rimasto Leonardo DiCaprio.

Sembra una piccola curiosità.

Retrospettivamente è quasi perfetta.

Una delle star più riconoscibili del mondo avrebbe potuto chiamarsi Lenny Williams perché qualcuno pensava che Leonardo DiCaprio non fosse abbastanza vendibile.

Hollywood ha sempre avuto un talento particolare nel non riconoscere ciò che ha davanti.

03 / PRIMA DEL CINEMA C’ERA LA TELEVISIONE

Alla fine degli anni Ottanta e all’inizio dei Novanta arrivano i primi lavori veri.

The New Lassie.

The Outsiders.

Santa Barbara.

Parenthood.

Una brevissima apparizione in Roseanne.

Poi soprattutto Growing Pains, da noi Genitori in blue jeans, dove interpreta Luke Brower.

Non è ancora una star.

Ma ormai lavora.

E nel 1991 arriva il cinema.

Il film?

Critters 3.

Sì.

Leonardo DiCaprio, futuro vincitore dell’Oscar, collaboratore di Scorsese e protagonista di alcuni dei film più importanti degli ultimi trent’anni, entra nel cinema attraverso il terzo capitolo di una saga su piccole creature aliene assassine.

Meraviglioso.

L’anno successivo compare brevemente in La mia peggiore amica.

Poi arriva il primo bivio vero.

04 / ROBERT DE NIRO CAMBIA TUTTO

Nel 1993 DiCaprio ottiene il ruolo di Toby in Voglia di ricominciare.

Il protagonista adulto è Robert De Niro.

Per un diciottenne potrebbe già bastare.

Non basta a DiCaprio.

Sul set osserva De Niro.

Il metodo.

La concentrazione.

La precisione.

Decenni dopo dirà apertamente che quell’incontro gli ha cambiato la vita.

E succede qualcosa di ancora più importante.

De Niro rimane impressionato dal ragazzo.

Talmente impressionato da parlarne a Martin Scorsese.

Scorsese avrebbe ricordato che una raccomandazione spontanea di De Niro per un giovane attore era qualcosa di eccezionale.

Quel seme impiegherà quasi dieci anni a germogliare.

Ma quando lo farà cambierà definitivamente la carriera di entrambi.

05 / BUON COMPLEANNO MR. GRAPE

Sempre nel 1993 arriva Buon compleanno Mr. Grape.

Johnny Depp interpreta Gilbert.

Leonardo, diciannovenne all’uscita del film, interpreta Arnie, il fratello più giovane con disabilità intellettiva.

Era un ruolo facilissimo da trasformare in caricatura.

DiCaprio fa il contrario.

Studia.

Osserva.

Passa tempo con ragazzi con disabilità e utilizza la propria capacità quasi istintiva di riprodurre gesti e comportamenti senza renderli macchiette.

Succede una cosa che per un diciannovenne dovrebbe essere assurda.

Candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista.

La prima.

Nel 1994 è già lì.

Prima di Titanic.

Prima di Scorsese.

Prima di diventare il poster appeso nelle camerette.

L’attore era arrivato prima del divo.

E c’è un dettaglio bellissimo.

In quel periodo gli viene offerta anche una parte in Hocus Pocus, con un compenso enorme per un ragazzo della sua età.

Sceglie Gilbert Grape.

Questa decisione anticipa praticamente tutta la sua carriera.

Il progetto più semplice non è necessariamente quello giusto.

06 / 1995: QUALSIASI COSA TRANNE IL RAGAZZO CARINO

Nel 1995 fa tre film diversissimi.

In Pronti a morire di Sam Raimi è The Kid, giovane pistolero dentro un western iperstilizzato.

In Ritorno dal nulla diventa Jim Carroll.

Droga.

Dipendenza.

Strada.

Violenza.

Degrado.

DiCaprio ha vent’anni e già tenta di distruggere qualsiasi possibilità di essere considerato soltanto un bel volto.

Poi c’è Poeti dall’inferno.

Interpreta Arthur Rimbaud.

David Thewlis è Paul Verlaine.

Rapporto intellettuale, erotico, distruttivo.

DiCaprio accetta ruoli che per una giovane star dell’epoca non erano necessariamente rassicuranti.

Non sembra interessato a proteggere l’immagine.

Non ancora.

Forse perché non sa ancora quanto gigantesca diventerà quell’immagine.

07 / ROMEO + GIULIETTA DI WILLIAM SHAKESPEARE

1996.

Baz Luhrmann prende Shakespeare e fa esplodere tutto.

Pistole.

Neon.

MTV.

Camicie hawaiane.

Musica pop.

Gang.

Croci.

Acqua.

Fuoco.

Claire Danes.

Leonardo DiCaprio.

Romeo + Giulietta di William Shakespeare avrebbe potuto essere un disastro kitsch.

Diventa uno degli oggetti cinematografici definitivi degli anni Novanta.

E DiCaprio è perfetto perché possiede ancora qualcosa che perderà progressivamente con l’età:

una vulnerabilità quasi incontrollabile.

Il suo Romeo non sembra recitare l’amore adolescenziale.

Sembra esserne travolto.

Nello stesso anno arriva La stanza di Marvin con Meryl Streep, Diane Keaton e Robert De Niro.

DiCaprio sta lavorando con alcuni dei migliori interpreti esistenti.

Poi James Cameron costruisce una nave.

08 / TITANIC

Ci sono film di successo.

Poi c’è Titanic.

1997.

James Cameron.

Kate Winslet.

Leonardo DiCaprio.

Jack Dawson.

Quando il film esce diventa il maggiore incasso della storia fino a quel momento.

Vince 11 Academy Awards.

Trasforma Kate Winslet in una star mondiale.

E Leonardo DiCaprio in qualcosa di ancora più grande.

Nasce la Leo-mania.

Fan.

Poster.

Riviste.

Urla.

Televisione.

Paparazzi.

Jack Dawson diventa un’icona romantica globale.

Eppure DiCaprio non viene candidato all’Oscar.

La cosa genera persino proteste da parte dei fan.

Oggi fa quasi sorridere considerando quanto la narrativa successiva sia diventata:

Quando vincerà finalmente Leonardo DiCaprio?

Ma la storia dell’Oscar comincia praticamente lì.

Il paradosso più importante, però, è un altro.

TITANIC avrebbe potuto rovinargli la carriera.

Non commercialmente.

Artisticamente.

Quando diventi così famoso, così giovane, Hollywood smette di vedere un attore.

Vede un prodotto.

Romantico.

Bello.

Vendibile.

Ripetibile.

DiCaprio avrebbe potuto passare il decennio successivo interpretando variazioni di Jack Dawson.

Non lo fa.

E questa è probabilmente la decisione più importante della sua carriera.

09 / IL FILM CHE NON FECE PER TITANIC

Prima di imbarcarsi sul Titanic, DiCaprio aveva ricevuto un’altra offerta.

Paul Thomas Anderson voleva che interpretasse Dirk Diggler in Boogie Nights – L’altra Hollywood.

DiCaprio amava il progetto.

Ma aveva già preso un impegno con Cameron.

Suggerì Mark Wahlberg.

Per anni avrebbe indicato Boogie Nights – L’altra Hollywood come uno dei film che avrebbe voluto poter fare.

Nel 2025 ha chiarito anche una cosa importante:

non rimpiange Titanic.

Senza Titanic, probabilmente non avrebbe ottenuto la libertà di carriera che arrivò dopo.

Quindi la scelta impossibile diventa perfetta.

Boogie Nights – L’altra Hollywood avrebbe forse consolidato prima l’attore.

Titanic gli diede il potere di scegliere quasi qualsiasi cosa.

E DiCaprio utilizzò quel potere in modo sorprendente.

10 / DOPO JACK DAWSON

Nel 1998 interpreta addirittura due personaggi in La maschera di ferro: Luigi XIV e Philippe.

Sempre nel 1998 accetta un piccolo ruolo in Celebrity di Woody Allen.

Nel 2000 lavora con Danny Boyle in The Beach.

È il primo grande test post-Titanic.

Il film divide pubblico e critica.

Ma è significativo.

DiCaprio interpreta Richard, ragazzo occidentale in cerca di un paradiso incontaminato che finisce per partecipare alla sua distruzione.

Non è Jack.

Non deve esserlo.

Don’s Plum, girato prima della fama mondiale ma distribuito più tardi con una storia produttiva complicatissima, rimane invece quasi una nota a margine della filmografia.

Poi arriva il 2002.

E DiCaprio adulto comincia davvero.

11 / 2002: SCORSESE E SPIELBERG

Nello stesso anno escono:

Gangs of New York.

Prova a prendermi.

Pensiamoci.

Martin Scorsese.

Steven Spielberg.

Tra i ventisette e i ventotto anni.

In Gangs of New York interpreta Amsterdam Vallon.

Il film non è necessariamente il suo vertice recitativo, soprattutto perché davanti a lui c’è un Daniel Day-Lewis mostruoso nei panni di Bill the Butcher.

Ma è l’inizio di qualcosa.

Il rapporto Scorsese-DiCaprio.

In Prova a prendermi, invece, Spielberg utilizza perfettamente quello che Titanic aveva trasformato in un problema.

Il fascino.

DiCaprio è Frank Abagnale Jr.

Truffatore.

Ragazzo.

Impostore.

Pilota.

Medico.

Avvocato.

Fondamentalmente un attore dentro il film.

Continua a cambiare identità perché ha bisogno che qualcuno lo guardi.

È una delle interpretazioni più leggere e contemporaneamente malinconiche della sua carriera.

E segna un’altra trasformazione.

Leonardo DiCaprio non è più l’ex Jack Dawson.

È semplicemente Leonardo DiCaprio.

12 / MARTIN SCORSESE

Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio al lavoro sul set. Fotografia pubblicata da Backstage; diritti dei rispettivi titolari.
Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio al lavoro sul set. Fotografia pubblicata da Backstage; diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Qui dobbiamo fermarci.

Perché nessuna persona, esclusa forse la sua famiglia, ha avuto sulla carriera adulta di DiCaprio l’importanza di Martin Scorsese.

Robert De Niro aveva aperto la porta.

DiCaprio l’ha attraversata.

Insieme hanno realizzato:

Gangs of New York

The Aviator

The Departed – Il bene e il male

Shutter Island

The Wolf of Wall Street

Killers of the Flower Moon

A questa filmografia si aggiunge il progetto What Happens at Night, le cui riprese sono iniziate nel marzo 2026.

Ma definirlo semplicemente rapporto regista-attore è riduttivo.

Scorsese offre a DiCaprio qualcosa che probabilmente nessun altro gli aveva dato con la stessa continuità:

la possibilità di essere sgradevole.

Ossessivo.

Debole.

Corrotto.

Paranoico.

Ridicolo.

Criminale.

Complice.

Moralmente ambiguo.

E DiCaprio offre a Scorsese un volto da grande star disposto però continuamente a deformare la propria immagine.

È uno scambio perfetto.

13 / THE AVIATOR

2004.

Howard Hughes.

Forse il primo ruolo in cui vediamo completamente il DiCaprio adulto.

L’attore era ossessionato dal progetto da anni.

Aveva scoperto Hughes attraverso una biografia e vi vedeva tutto:

Hollywood.

Aviazione.

Denaro.

Potere.

Genio.

Sessualità.

Ossessione.

Declino psicologico.

DiCaprio partecipò allo sviluppo del progetto e studiò profondamente i comportamenti compulsivi di Hughes, lavorando anche con esperti di disturbo ossessivo-compulsivo.

Arriva un’altra candidatura all’Oscar.

La seconda.

Niente statuetta.

Ma ormai la domanda non è più se DiCaprio sia un bravo attore.

È quanto lontano possa arrivare.

14 / 2006: DUE FILM, DUE DICAPRIO

Poi arrivano The Departed – Il bene e il male e Blood Diamond – Diamanti di sangue.

In The Departed – Il bene e il male, Billy Costigan vive costantemente sul punto di collassare.

È un poliziotto infiltrato.

Sta recitando per sopravvivere.

Stress.

Farmaci.

Violenza.

Identità.

Jack Nicholson da una parte.

Matt Damon dall’altra.

Scorsese costruisce uno dei grandi crime del XXI secolo.

DiCaprio, curiosamente, viene candidato quell’anno non per The Departed – Il bene e il male ma per Blood Diamond – Diamanti di sangue.

Danny Archer.

Mercenario e trafficante di diamanti.

Terza candidatura all’Oscar.

Ancora niente.

La narrativa comincia a diventare quasi comica.

Ma lui continua a scegliere film.

15 / REVOLUTIONARY ROAD: JACK E ROSE SONO MORTI

2008.

DiCaprio ritrova Kate Winslet.

Se vuoi distruggere definitivamente la fantasia romantica di Titanic, non esiste scelta migliore di Revolutionary Road.

Frank e April Wheeler sono sposati.

Hanno figli.

Hanno una casa.

Hanno costruito tutto ciò che la società americana considera una vita corretta.

E sono miserabili.

Sam Mendes prende DiCaprio e Winslet e rovescia l’immaginario.

Jack e Rose promettevano una vita insieme.

Frank e April mostrano cosa può succedere quando una vita insieme diventa una prigione.

Nello stesso anno DiCaprio interpreta l’agente Roger Ferris in Nessuna verità di Ridley Scott.

Un altro grande regista aggiunto all’elenco.

Ormai la strategia è evidente.

DiCaprio non costruisce franchise.

Costruisce una collezione di registi.

16 / 2010: SHUTTER ISLAND + INCEPTION

Poi arriva uno degli anni migliori della sua carriera.

Shutter Island.

Inception.

Due uomini.

Due realtà instabili.

Due mogli morte.

Due protagonisti consumati dalla colpa.

Due film completamente diversi.

In Shutter Island, Scorsese lo trasforma in Teddy Daniels.

Noir.

Horror psicologico.

Trauma.

Memoria.

Negazione.

In Inception, Christopher Nolan gli affida Dom Cobb.

È il centro emotivo di una macchina cinematografica gigantesca.

Sogni dentro sogni.

Architetture impossibili.

Tempo.

Gravità.

Ma tutta quella tecnologia narrativa funziona perché Cobb vuole una cosa semplicissima:

tornare dai propri figli.

DiCaprio ha ormai trovato una caratteristica che accompagnerà moltissimi personaggi della maturità.

Non interpreta semplicemente uomini potenti.

Interpreta uomini che stanno perdendo il controllo.

17 / J. EDGAR

Nel 2011 Clint Eastwood gli affida J. Edgar Hoover.

Protesi.

Invecchiamento.

Potere.

Repressione.

Segreti.

Il film non riceve l’accoglienza dei suoi lavori migliori, ma continua la linea di personaggi che lo interessa.

Uomini apparentemente potentissimi.

Internamente fragili.

Spesso terrorizzati da se stessi.

18 / DJANGO UNCHAINED: FINALMENTE IL MOSTRO

2012.

Quentin Tarantino.

Calvin Candie.

Per la prima volta DiCaprio può smettere completamente di chiedere al pubblico di amarlo.

Candie è proprietario di schiavi.

Sadico.

Vanitoso.

Ignorante dietro una superficie sofisticata.

Pericoloso.

Ed è evidente quanto DiCaprio si diverta.

Non è protagonista.

Non importa.

Questo è uno degli elementi decisivi della sua carriera.

A un certo punto DiCaprio comprende che essere una movie star non significa necessariamente essere l’eroe.

Può utilizzare il proprio carisma contro lo spettatore.

19 / 2013: GATSBY E BELFORT

Poi succede una cosa assurda.

Nello stesso anno interpreta:

Jay Gatsby.

Jordan Belfort.

Uno vive per un’illusione romantica.

L’altro per denaro, droga, sesso e potere.

Uno costruisce un’intera identità per raggiungere una donna.

L’altro trasforma qualsiasi essere umano in una transazione.

Due forme diverse del sogno americano.

Entrambe malate.

Baz Luhrmann ritrova DiCaprio per Il grande Gatsby.

Quell’inquadratura in cui Gatsby alza il bicchiere mentre esplodono i fuochi d’artificio diventa immediatamente meme, GIF, icona.

Ma sotto l’immagine c’è un uomo tragicamente solo.

Poi Scorsese gli consegna The Wolf of Wall Street.

E qui DiCaprio fa qualcosa che ancora oggi viene sottovalutato.

Diventa un attore comico mostruoso.

Jordan Belfort parla.

Urla.

Striscia.

Balla.

Suda.

Vende.

Seduce.

Vomita.

Distrugge.

La sequenza dei Quaalude è quasi slapstick.

DiCaprio utilizza il corpo come probabilmente non aveva mai fatto prima.

Ed è anche produttore del film.

Il progetto era stato difficile da finanziare e DiCaprio lo aveva inseguito per anni.

Arrivano due candidature all’Oscar nello stesso film:

miglior attore.

miglior film come produttore.

Non vince.

Internet ormai vive per questa cosa.

GIF.

Meme.

“Give Leo the Oscar.”

Il paradosso è che l’Oscar sta quasi diventando meno importante della carriera costruita mentre continua a non vincerlo.

20 / 1MDB: QUANDO THE WOLF OF WALL STREET FINISCE DENTRO UNO SCANDALO REALE

Anni dopo, The Wolf of Wall Street entrerà indirettamente in una storia che sembra scritta dallo stesso film.

Red Granite Pictures, finanziatrice della pellicola, viene coinvolta nelle indagini sul gigantesco scandalo finanziario 1MDB.

Il Dipartimento di Giustizia statunitense sostiene che fondi sottratti al fondo sovrano malese siano stati utilizzati anche nel circuito finanziario legato alla produzione.

DiCaprio non viene accusato di reati.

Quando emergono le indagini, collabora con le autorità e restituisce beni ricevuti da persone collegate alla vicenda.

È una di quelle coincidenze che sembrano impossibili.

L’uomo che interpreta Jordan Belfort finisce involontariamente ai margini di uno dei maggiori scandali finanziari internazionali degli anni successivi.

21 / REVENANT – REDIVIVO

Poi arriva il film dell’Oscar.

Ma ridurre Revenant – Redivivo all’Oscar sarebbe assurdo.

Alejandro González Iñárritu costruisce una produzione quasi punitiva.

Riprese prevalentemente con luce naturale.

Freddo.

Fango.

Neve.

Fiumi.

DiCaprio interpreta Hugh Glass.

Parla pochissimo.

Soffre moltissimo.

Entra in corsi d’acqua gelati indossando pelli che, una volta bagnate, diventavano pesantissime.

Ha raccontato che il problema quotidiano era evitare l’ipotermia.

E sì.

Mangia davvero fegato crudo di bisonte.

Il 28 febbraio 2016 finalmente succede.

Leonardo DiCaprio vince l’Academy Award come miglior attore.

Revenant – Redivivo.

Dopo Gilbert Grape.

The Aviator.

Blood Diamond – Diamanti di sangue.

The Wolf of Wall Street.

La stanza esplode.

Internet pure.

E DiCaprio utilizza buona parte del discorso di accettazione per parlare di cambiamento climatico.

L’Oscar arriva.

La carriera, però, non cambia.

Perché DiCaprio aveva già smesso da tempo di averne bisogno.

22 / DOPO L’OSCAR NON CORRE

Questa è un’altra cosa particolare.

DiCaprio non lavora moltissimo.

Non vuole farlo.

Passano spesso anni tra un film e il successivo.

Ha spiegato che mantenere un equilibrio tra lavoro e vita personale gli permette di non consumarsi e che, dopo decenni di sovraesposizione potenziale, considera l’assenza quasi una strategia.

La filosofia è semplice:

apparire quando c’è qualcosa da dire o mostrare.

Per il resto, sparire il più possibile.

L’obiettivo?

Non stancare il pubblico.

Avere una carriera lunga.

Funziona.

Quando compare Leonardo DiCaprio in un film, continua a sembrare un evento.

23 / C’ERA UNA VOLTA… A HOLLYWOOD

2019.

Tarantino.

Brad Pitt.

Margot Robbie.

DiCaprio è Rick Dalton.

Attore televisivo che sente arrivare la propria irrilevanza.

È uno dei casting più intelligenti della sua carriera.

Perché chi può interpretare la paura di una star di non essere più una star meglio di uno degli uomini che hanno passato la vita intera tentando di sopravvivere alla propria fama?

Rick beve.

Dimentica le battute.

Piange.

Si insulta.

Si sente finito.

Poi torna sul set.

E recita.

La celebre crisi nel trailer nasce anche da un’idea di DiCaprio e viene sviluppata con Tarantino.

Arriva un’altra candidatura all’Oscar.

Niente vittoria.

Non importa.

Brad Pitt vince come non protagonista.

DiCaprio ha trovato uno dei suoi personaggi migliori.

24 / DON’T LOOK UP

2021.

Adam McKay.

Una cometa sta per distruggere la Terra.

E nessuno riesce a parlarne senza trasformarlo in contenuto.

DiCaprio interpreta il dottor Randall Mindy.

Scienziato inizialmente impacciato.

Poi star televisiva.

Poi parte del problema.

Don’t Look Up divide.

Satira troppo evidente per alcuni.

Necessaria proprio perché evidente per altri.

Ma è quasi impossibile separare DiCaprio dal tema.

L’attore che da più di vent’anni utilizza la propria visibilità per parlare di crisi climatica interpreta uno scienziato che prova disperatamente a convincere il pianeta ad ascoltare la scienza.

Quasi inevitabile.

25 / KILLERS OF THE FLOWER MOON

DiCaprio e Robert De Niro in Killers of the Flower Moon (2023). © Apple Original Films.
DiCaprio e Robert De Niro in Killers of the Flower Moon (2023). © Apple Original Films. Fonte

2023.

Scorsese.

DiCaprio.

De Niro.

Finalmente insieme in un vero lungometraggio.

Ma il dettaglio più interessante è un altro.

Inizialmente DiCaprio avrebbe dovuto interpretare Tom White, il rappresentante della legge, il personaggio più tradizionalmente eroico.

Il progetto cambia.

DiCaprio spinge verso un’altra prospettiva.

Finisce per interpretare Ernest Burkhart.

Una scelta molto più pericolosa.

Ernest ama Mollie.

E contemporaneamente partecipa alla distruzione della sua famiglia.

È debole.

Manipolabile.

Avido.

Vigliacco.

Talvolta sembra persino incapace di comprendere completamente l’orrore delle proprie azioni.

DiCaprio avrebbe potuto scegliere il personaggio che entra nella storia per risolvere il caso.

Sceglie quello che ti costringe a guardare il male da dentro.

Questa decisione racconta perfettamente il DiCaprio maturo.

Non vuole più essere necessariamente quello che il pubblico ammira.

Vuole essere quello che il pubblico deve comprendere.

26 / UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA

2025.

Finalmente Paul Thomas Anderson.

Quasi trent’anni dopo Boogie Nights – L’altra Hollywood.

Leonardo DiCaprio interpreta Bob Ferguson, ex rivoluzionario ormai consumato, paranoico e fuori dal tempo, che vive nascosto con la figlia Willa.

È un’altra trasformazione importante.

DiCaprio ormai può interpretare apertamente l’uomo di mezza età.

Non prova a nasconderlo.

Lo utilizza.

Bob è stanco.

Fuori forma.

Confuso.

Spaventato.

A tratti ridicolo.

Ma quando sua figlia è in pericolo, qualcosa si riaccende.

Il film porta DiCaprio alla sua settima candidatura attoriale all’Academy Award.

È importante.

Perché a cinquantuno anni DiCaprio non viene celebrato soltanto per ciò che ha fatto.

Sta ancora entrando nella conversazione per ciò che fa adesso.

27 / COSA SUCCEDE ADESSO

Il prossimo DiCaprio è nuovamente un DiCaprio-Scorsese.

What Happens at Night.

Jennifer Lawrence al suo fianco.

Mads Mikkelsen.

Patricia Clarkson.

Jared Harris.

Tratto dal romanzo di Peter Cameron.

Una coppia americana viaggia verso una cittadina europea innevata per adottare un bambino.

La realtà comincia a comportarsi in modo strano.

Il tono annunciato è onirico, gotico, psicologico.

E poi c’è un’altra collaborazione enorme all’orizzonte:

Heat 2.

Michael Mann.

Leonardo DiCaprio.

Un altro nome da aggiungere a una lista che ormai sembra irreale.

Robert De Niro.

Martin Scorsese.

James Cameron.

Steven Spielberg.

Danny Boyle.

Baz Luhrmann.

Sam Raimi.

Ridley Scott.

Sam Mendes.

Christopher Nolan.

Clint Eastwood.

Quentin Tarantino.

Alejandro González Iñárritu.

Adam McKay.

Paul Thomas Anderson.

Michael Mann.

Arrivati a questo punto non è più filmografia.

È praticamente mezzo cinema americano contemporaneo.

28 / I FILM CHE AVREBBERO POTUTO CAMBIARE TUTTO

E poi esiste la filmografia fantasma.

I film che DiCaprio avrebbe potuto fare.

BOOGIE NIGHTS – L’ALTRA HOLLYWOOD

Paul Thomas Anderson lo voleva come Dirk Diggler.

DiCaprio scelse Titanic.

Mark Wahlberg prese il ruolo.

Decenni dopo Boogie Nights – L’altra Hollywood rimane uno dei grandi “what if” della propria carriera.

BATMAN FOREVER

Joel Schumacher lo incontrò per Robin.

DiCaprio non si sentiva pronto.

Nessun costume.

SPIDER-MAN

Fu contattato anche per il progetto che sarebbe poi diventato lo Spider-Man di Sam Raimi.

DiCaprio non volle indossare il costume.

Il ruolo andò al suo amico Tobey Maguire.

STAR WARS

Incontra George Lucas per Anakin Skywalker.

Ancora una volta:

non si sentiva pronto.

Hayden Christensen entrerà nella galassia.

AMERICAN PSYCHO

Per un periodo DiCaprio fu seriamente associato a Patrick Bateman, con cifre enormi sul tavolo.

Il progetto cambiò direzione.

Christian Bale divenne Patrick Bateman.

Ed è quasi impossibile oggi immaginare quel personaggio con un altro volto.

JAMES DEAN

Michael Mann realizzò addirittura uno screen test con un DiCaprio diciannovenne per un biopic su James Dean.

Mann lo considerò impressionante.

Ma troppo giovane.

Da alcune angolazioni vedeva Dean.

Da altre vedeva semplicemente un ragazzo.

Il progetto non si fece.

Una carriera alternativa di Leonardo DiCaprio potrebbe quindi contenere:

Dirk Diggler.

Patrick Bateman.

Robin.

Spider-Man.

Anakin Skywalker.

James Dean.

E probabilmente sarebbe diventato comunque famoso.

Ma sarebbe stato un altro Leonardo DiCaprio.

29 / L’ATTORE: PERCHÉ FUNZIONA

Esiste un errore abbastanza comune quando si parla di DiCaprio.

Confondere l’intensità con il talento.

Sì.

Urla.

Piange.

Suda.

Si trascina nel fango.

Spacca cose.

Perde il controllo.

Ma il DiCaprio migliore non è necessariamente quello che soffre di più.

È quello che fa pensare mentre reagisce.

Guardate Frank Abagnale quando capisce che Carl Hanratty è probabilmente la persona più vicina a un padre che gli sia rimasta.

Guardate Howard Hughes mentre cerca disperatamente di dominare una compulsione.

Guardate Cobb quando vede i propri figli.

Guardate Jordan Belfort nel momento esatto in cui comprende che può convincere una stanza a seguirlo.

Guardate Rick Dalton mentre ascolta una bambina dirgli che ha appena fatto una grande performance.

Guardate Ernest Burkhart quando deve convivere con due verità incompatibili:

ama quella donna.

La sta distruggendo.

DiCaprio è straordinario quando un personaggio deve sostenere due emozioni contemporaneamente.

Desiderio e vergogna.

Potere e panico.

Amore e tradimento.

Carisma e disperazione.

Ed è anche per questo che ho finito per volere l’intera sua filmografia.

Non mi interessa soltanto rivedere i capolavori.

Mi interessa vedere il percorso.

Anche i film minori.

Anche le deviazioni.

Anche quando il risultato complessivo non è perfetto.

Perché considero DiCaprio uno di quegli attori per cui vale la pena osservare come cambia da un personaggio all’altro, non soltanto quali film raggiungano il 10.

30 / GLI UOMINI DI DICAPRIO

C’è poi un filo che attraversa quasi tutta la carriera adulta.

DiCaprio interpreta uomini convinti di poter controllare il mondo.

Quasi sempre scoprono che non possono.

Howard Hughes controlla aerei, cinema e aziende.

Non controlla la propria mente.

Billy Costigan controlla la propria copertura.

Non controlla la paura.

Cobb può costruire un sogno.

Non riesce a liberarsi della moglie che esiste nella propria testa.

Gatsby costruisce un palazzo e una nuova identità.

Non può ricostruire il passato.

Jordan Belfort può vendere qualsiasi cosa.

Non sa fermarsi.

Hugh Glass sopravvive alla natura.

Non può annullare ciò che ha perso.

Rick Dalton possiede fama.

Non può impedire al tempo di passare.

Ernest Burkhart pensa di poter amare una persona mentre collabora alla sua distruzione.

Bob Ferguson pensa di essere ancora l’uomo che era.

Poi guarda sua figlia e scopre che il tempo ha già cambiato tutto.

Forse è per questo che DiCaprio funziona così bene con Scorsese.

A entrambi interessano gli uomini che costruiscono imperi interiori.

E poi scoprono le crepe.

31 / APPIAN WAY: NON SOLTANTO ATTORE

DiCaprio fonda Appian Way Productions all’inizio degli anni Duemila.

Da quel momento la possibilità di scegliere i film diventa anche possibilità di farli esistere.

Tra i titoli ai quali Appian Way o DiCaprio hanno partecipato produttivamente troviamo The Aviator, The 11th Hour – L’undicesima ora, Orphan, The Ides of March, Out of the Furnace, The Wolf of Wall Street, Virunga, Cowspiracy, Punto di non ritorno – Before the Flood, The Ivory Game, Live by Night, Richard Jewell, Ice on Fire, Killers of the Flower Moon, Ozi: Voice of the Forest e numerosi altri documentari e produzioni televisive.

La società ha progressivamente trasformato DiCaprio da interprete che sceglie grandi registi a figura capace di sviluppare direttamente progetti.

E una parte enorme di questa attività porta direttamente all’altra vita pubblica di Leonardo DiCaprio.

32 / L’AMBIENTALISTA

Nel 1998, poco più che ventenne ed è appena esploso Titanic, DiCaprio crea la Leonardo DiCaprio Foundation.

Il tema è già quello che continuerà ad accompagnarlo per decenni:

clima.

biodiversità.

oceani.

foreste.

specie minacciate.

ecosistemi.

popolazioni indigene.

Nel 2014 Ban Ki-moon lo nomina United Nations Messenger of Peace, con particolare attenzione al cambiamento climatico.

Produce e partecipa a Punto di non ritorno – Before the Flood, viaggiando attraverso diversi continenti per raccontare direttamente gli effetti della crisi climatica e incontrando scienziati e leader mondiali.

Oggi è founding board member di Re:wild.

L’ambientalismo non è arrivato dopo l’Oscar.

Non nasce da un discorso ben riuscito sul palco.

È una parte pubblica della sua vita da quasi trent’anni.

Naturalmente questa esposizione lo ha anche sottoposto a critiche ogni volta che il proprio stile di vita da superstar viene considerato incompatibile con il messaggio ambientale.

È una tensione inevitabile.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato ridurre decenni di finanziamenti, documentari e campagne a una semplice operazione d’immagine.

33 / PRIMA LA MADRE

Se esiste una figura che compare costantemente nella storia personale di DiCaprio è Irmelin.

Sua madre.

È stata spesso con lui nelle occasioni importanti.

Red carpet.

Premiazioni.

Momenti decisivi.

La famiglia DiCaprio non apparteneva all’aristocrazia cinematografica.

Non era figlio di produttori.

Non era una star costruita da un cognome già famoso.

Sua madre e suo padre lo accompagnavano alle audizioni.

Lui stesso ha raccontato che da ragazzino diventò quasi il proprio stage parent:

era lui a insistere perché lo portassero ai provini.

È un dettaglio importante.

Dietro la carriera attentamente amministrata dell’adulto c’è ancora qualcosa del ragazzo che semplicemente voleva lavorare.

34 / GEORGE

Poi c’è suo padre.

George DiCaprio.

Underground comics.

Controcultura.

Arte.

Letteratura.

Una figura molto diversa dal padre hollywoodiano tradizionale.

Leonardo ha raccontato più volte quanto George abbia contribuito alle sue scelte.

Leggeva sceneggiature.

Discutevano di cinema.

Lo incoraggiava.

È George quello che strappa il foglio con scritto “Lenny Williams”.

E probabilmente dentro quella scena minuscola c’è qualcosa che resta ancora oggi.

Non cambiare ciò che sei perché qualcuno pensa che così sarà più semplice venderti.

35 / TOBEY

Un altro rapporto fondamentale è quello con Tobey Maguire.

Si conoscono giovanissimi, quando ancora partecipano agli stessi casting.

Entrambi diventano famosi.

Uno diventa Spider-Man.

L’altro avrebbe potuto esserlo.

Continuano a essere amici per decenni.

Fa parte di quella piccola rete di rapporti che DiCaprio conserva mentre cerca di rendere la propria vita privata quasi invisibile.

36 / KATE

E poi Kate Winslet.

Il pubblico avrebbe voluto per decenni trasformare Jack e Rose in una storia vera.

Non è successo.

È successo qualcosa probabilmente più bello.

Sono rimasti amici.

Titanic.

Poi Revolutionary Road.

Carriere separate.

Una relazione affettiva che non aveva bisogno di diventare una coppia per durare.

In un sistema che trasforma qualsiasi rapporto uomo-donna in rumor romantico, DiCaprio e Winslet rappresentano quasi l’eccezione perfetta.

37 / LE RELAZIONI

Questa è probabilmente la parte della vita privata di DiCaprio più trasformata in spettacolo mediatico.

DiCaprio non è mai stato particolarmente disponibile a parlarne.

E quindi per decenni lo hanno fatto tutti gli altri.

Tra le relazioni pubblicamente documentate più importanti:

Gisele Bündchen — circa 2000-2005.

Bar Refaeli — rapporto intermittente dal 2005 al 2011.

Blake Lively — breve relazione nel 2011.

Toni Garrn — soprattutto 2013-2014, con un breve riavvicinamento successivo.

Nina Agdal — 2016-2017.

Camila Morrone — 2017-2022.

Dal 2023, DiCaprio è legato alla modella italiana Vittoria Ceretti.

Il dato che la stampa ha trasformato in meme è naturalmente l’età delle sue compagne.

Negli anni è nata una vera mitologia online secondo cui DiCaprio interromperebbe sistematicamente le relazioni quando le partner raggiungono una certa età.

È diventata materiale da monologhi, grafici, meme e battute durante le cerimonie.

Ma qui bisogna distinguere.

Le età sono fatti.

Le motivazioni attribuitegli no.

DiCaprio non ha mai fornito una teoria pubblica sulle proprie relazioni che autorizzi a spiegare dall’esterno perché siano iniziate o finite.

Ed è più corretto lasciare lì la questione.

38 / NON SPOSATO, NESSUN FIGLIO

Alla data di questo articolo, non risultano pubblicamente un matrimonio o figli di Leonardo DiCaprio.

La cosa viene spesso trattata come un’anomalia perché Hollywood ha trasformato ogni scelta personale delle star in un percorso obbligatorio da commentare.

DiCaprio, semplicemente, non ne parla.

La strategia è quasi sempre la stessa.

Il film è pubblico.

La relazione no.

39 / LA PRIVACY COME STRATEGIA

Cappellino.

Occhiali.

Felpa.

Mascherina.

Testa abbassata.

Per anni è diventato quasi un personaggio:

Leonardo DiCaprio che tenta disperatamente di non essere fotografato.

Dopo Titanic aveva percepito quanto facilmente una persona potesse diventare sovraesposta.

E la domanda diventa:

come posso fare questo lavoro per molto tempo?

La risposta sembra essere stata:

non stare costantemente davanti agli occhi del pubblico.

L’assenza diventa quindi contemporaneamente protezione personale e strategia professionale.

È un’idea stranamente moderna.

Viviamo nell’epoca in cui un artista dovrebbe pubblicare continuamente.

Post.

Stories.

Video.

Podcast.

Contenuti.

DiCaprio fa quasi il contrario.

Appare.

Fa un film.

Scompare.

E quando torna è ancora Leonardo DiCaprio.

40 / «HO VINTO ALLA LOTTERIA»

Interrogato sull’invasione della propria vita privata, DiCaprio ha risposto in maniera sorprendentemente poco vittimistica.

In sostanza:

è il prezzo.

Aveva dodici o tredici anni.

Voleva disperatamente diventare attore.

Ha ricevuto un’opportunità.

Ha lavorato con Robert De Niro.

Da quel momento ha considerato ciò che gli è successo una specie di vincita alla lotteria.

La perdita di privacy fa parte del pacchetto.

Esistono problemi peggiori.

È una risposta interessante perché racconta un uomo che sembra avere ancora memoria della distanza fra il ragazzo che veniva rifiutato ai provini e la star che non può attraversare un aeroporto senza essere fotografata.

41 / 2005: L’AGGRESSIONE

Esiste anche un episodio decisamente meno conosciuto.

Nel giugno 2005 DiCaprio viene aggredito durante una festa privata a Hollywood Hills.

Una donna lo colpisce con un oggetto di vetro.

Riporta una profonda ferita al volto e al collo e deve essere suturato.

La responsabile verrà successivamente processata e condannata.

DiCaprio torna comunque rapidamente al lavoro.

Stava girando The Departed – Il bene e il male.

42 / PRODURRE È POTERE

A un certo punto della carriera DiCaprio comprende una cosa fondamentale.

Essere una star permette di scegliere.

Essere produttore permette di creare le possibilità tra cui scegliere.

The Wolf of Wall Street è forse l’esempio perfetto.

Non era un progetto semplice.

Costoso.

Volgare.

Tre ore.

Scorsese.

Rating problematico.

Personaggio principale moralmente repellente.

DiCaprio utilizza il proprio potere industriale per farlo esistere.

Questo è uno dei motivi per cui considero riduttivo definirlo soltanto attore.

La vera carriera di DiCaprio comprende almeno quattro identità:

attore.

movie star.

produttore.

attivista.

E spesso queste identità si finanziano reciprocamente.

Il divo rende possibile il film.

Il film rende credibile l’attore.

L’attore aumenta il potere del produttore.

Il produttore finanzia documentari.

I documentari amplificano l’attivismo.

È un ecosistema.

43 / LA FILMOGRAFIA: LUNGOMETRAGGI E DOCUMENTARI PRINCIPALI

1991 — CRITTERS 3
Josh

Locandina originale di Critters 3. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Critters 3. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

L’inizio cinematografico.

Non esiste ancora Leonardo DiCaprio.

Esiste un ragazzino dentro Critters 3.

1992 — LA MIA PEGGIORE AMICA (Poison Ivy)
Piccolissima apparizione.

Locandina originale di Poison Ivy. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di La mia peggiore amica. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

1993 — VOGLIA DI RICOMINCIARE (This Boy’s Life)
Toby Wolff

Locandina originale di This Boy's Life. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Voglia di ricominciare. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Il film di Robert De Niro.

Il vero ingresso nel cinema adulto.

1993 — BUON COMPLEANNO MR. GRAPE (What’s Eating Gilbert Grape)
Arnie Grape

Locandina originale di What's Eating Gilbert Grape. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Buon compleanno Mr. Grape. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Prima candidatura all’Oscar.

Diciannove anni.

1995 — PRONTI A MORIRE (The Quick and the Dead)
The Kid

Locandina originale di The Quick and the Dead. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Pronti a morire. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Sam Raimi.

Sharon Stone.

Gene Hackman.

Russell Crowe.

1995 — RITORNO DAL NULLA (The Basketball Diaries)
Jim Carroll

Locandina originale di The Basketball Diaries. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Ritorno dal nulla. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Uno dei primi ruoli che distruggono deliberatamente l’immagine del ragazzo bello.

1995 — POETI DALL’INFERNO (Total Eclipse)
Arthur Rimbaud

Locandina originale di Total Eclipse. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Poeti dall’inferno. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Con David Thewlis.

1996 — ROMEO + GIULIETTA DI WILLIAM SHAKESPEARE (Romeo + Juliet)
Romeo Montague

Locandina originale di Romeo + Juliet. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Romeo + Giulietta di William Shakespeare. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Il momento in cui DiCaprio diventa definitivamente icona generazionale.

1996 — LA STANZA DI MARVIN (Marvin’s Room)
Hank

Locandina originale di Marvin's Room. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di La stanza di Marvin. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Meryl Streep.

Diane Keaton.

Robert De Niro.

1997 — TITANIC
Jack Dawson

Locandina originale di Titanic. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Titanic. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Non serve aggiungere molto.

1998 — LA MASCHERA DI FERRO (The Man in the Iron Mask)
Luigi XIV / Philippe

Locandina originale di The Man in the Iron Mask. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di La maschera di ferro. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Due ruoli.

1998 — CELEBRITY
Brandon Darrow

Locandina originale di Celebrity. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Celebrity. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Piccolo ruolo volutamente lontano dal blockbuster.

2000 — THE BEACH
Richard

Locandina originale di The Beach. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di The Beach. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Il primo vero film dell’era post-Titanic.

2001 — DON’S PLUM
Derek

Locandina originale di Don's Plum. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Don’s Plum. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Produzione indipendente girata anni prima e divenuta controversa per questioni legate alla distribuzione.

2002 — GANGS OF NEW YORK
Amsterdam Vallon

Locandina originale di Gangs of New York. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Gangs of New York. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Comincia il sodalizio con Scorsese.

2002 — PROVA A PRENDERMI (Catch Me If You Can)
Frank Abagnale Jr.

Locandina originale di Catch Me If You Can. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Prova a prendermi. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Uno dei DiCaprio più affascinanti e malinconici.

2004 — THE AVIATOR
Howard Hughes

Locandina originale di The Aviator. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di The Aviator. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Candidatura all’Oscar.

Il progetto della maturità.

2006 — THE DEPARTED – IL BENE E IL MALE (The Departed)
Billy Costigan

Locandina originale di The Departed. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di The Departed – Il bene e il male. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Una delle interpretazioni più tese.

2006 — BLOOD DIAMOND – DIAMANTI DI SANGUE (Blood Diamond)
Danny Archer

Locandina originale di Blood Diamond. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Blood Diamond – Diamanti di sangue. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Candidatura all’Oscar.

2007 — THE 11TH HOUR – L’UNDICESIMA ORA (The 11th Hour)
Se stesso / narratore.

Locandina originale di The 11th Hour. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di The 11th Hour – L’undicesima ora. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2008 — NESSUNA VERITÀ (Body of Lies)
Roger Ferris

Locandina originale di Body of Lies. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Nessuna verità. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2008 — REVOLUTIONARY ROAD
Frank Wheeler

Locandina originale di Revolutionary Road. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Revolutionary Road. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Il ritorno con Kate Winslet.

2010 — SHUTTER ISLAND
Teddy Daniels

Locandina originale di Shutter Island. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Shutter Island. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2010 — HUBBLE 3D
Narratore.

Locandina originale di Hubble. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Hubble. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2010 — INCEPTION
Dom Cobb

Locandina originale di Inception. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Inception. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2011 — J. EDGAR
J. Edgar Hoover

Locandina originale di J. Edgar. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di J. Edgar. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2012 — DJANGO UNCHAINED
Calvin Candie

Locandina originale di Django Unchained. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Django Unchained. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2013 — IL GRANDE GATSBY (The Great Gatsby)
Jay Gatsby

Locandina originale di The Great Gatsby. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Il grande Gatsby. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2013 — THE WOLF OF WALL STREET
Jordan Belfort

Locandina originale di The Wolf of Wall Street. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di The Wolf of Wall Street. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Attore e produttore.

2015 — REVENANT – REDIVIVO (The Revenant)
Hugh Glass

Locandina originale di The Revenant. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Revenant – Redivivo. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Oscar.

2016 — PUNTO DI NON RITORNO – BEFORE THE FLOOD (Before the Flood)
Se stesso.

Locandina originale di Before the Flood. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Punto di non ritorno – Before the Flood. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Anche produttore.

2019 — C’ERA UNA VOLTA… A HOLLYWOOD (Once Upon a Time in Hollywood)
Rick Dalton

Locandina originale di Once Upon a Time in Hollywood. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di C’era una volta… a Hollywood. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Candidatura all’Oscar.

2019 — ICE ON FIRE
Narratore.

Locandina originale di Ice on Fire. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Ice on Fire. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2021 — DON’T LOOK UP
Dr. Randall Mindy

Locandina originale di Don't Look Up. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Don’t Look Up. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2023 — KILLERS OF THE FLOWER MOON
Ernest Burkhart

Locandina originale di Killers of the Flower Moon. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Killers of the Flower Moon. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

2025 — UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA (One Battle After Another)
Bob Ferguson

Locandina originale di One Battle After Another. Diritti dei rispettivi titolari.
Locandina originale di Una battaglia dopo l’altra. Diritti dei rispettivi titolari. Fonte

Settima candidatura attoriale all’Oscar.

PROSSIMO — WHAT HAPPENS AT NIGHT

Martin Scorsese.

Jennifer Lawrence.

Un’altra collaborazione che continua una delle partnership fondamentali del cinema contemporaneo.

PROGETTO ANNUNCIATO — HEAT 2

Michael Mann.

Un’altra casella enorme che potrebbe aggiungersi alla collezione di registi di DiCaprio.

44 / IL PARADOSSO DICAPRIO

Leonardo DiCaprio ha trascorso buona parte della propria carriera facendo una cosa apparentemente assurda.

È diventato famoso perché era bellissimo.

Poi ha fatto di tutto perché la bellezza non fosse più la cosa interessante.

È diventato famoso attraverso una storia d’amore.

Poi ha interpretato relazioni fallite.

Uomini incapaci di amare correttamente.

Truffatori.

Assassini.

Schiavisti.

Complici.

È diventato una movie star.

Poi ha scelto spesso personaggi che avevano paura di non essere più importanti.

È diventato uno degli uomini più fotografati del pianeta.

Poi ha costruito la propria vita privata intorno all’idea di essere visto il meno possibile.

È diventato ricchissimo grazie a Hollywood.

Poi ha utilizzato parte di quel potere per finanziare documentari sulla distruzione del pianeta.

Le contraddizioni non distruggono il personaggio.

Sono il personaggio.

45 / VERDICT

LEONARDO DICAPRIO — 10/10

Non perché ogni film sia un capolavoro.

Non lo è.

Critters 3 esiste.

The Beach divide.

J. Edgar non raggiunge ciò che promette.

Alcune interpretazioni sono migliori di altre.

Alcuni accenti sono più convincenti di altri.

E persino nelle prove più celebrate esiste quella tendenza tutta DiCaprio a spingere il personaggio fino al bordo.

Ma guardiamo la carriera intera.

Ed è proprio per questo che io quella carriera la possiedo tutta.

Non soltanto Titanic.

Non soltanto Inception.

Non soltanto The Wolf of Wall Street.

Tutta.

Perché personalmente considero Leonardo DiCaprio uno degli attori più forti attualmente a Hollywood.

Non ho bisogno che ogni suo film sia perfetto per voler vedere cosa farà.

Mi interessa l’attore.

Mi interessa il percorso.

Mi interessa vederlo entrare nel mondo di un regista e capire quale Leonardo DiCaprio ne uscirà.

A diciannove anni:

Oscar nomination.

A ventuno:

Romeo.

A ventitré:

Titanic.

E da lì avrebbe potuto vivere per sempre di quella faccia.

Invece:

Scorsese.

Spielberg.

Nolan.

Tarantino.

Luhrmann.

Boyle.

Eastwood.

Ridley Scott.

Sam Mendes.

Iñárritu.

Paul Thomas Anderson.

Ha trasformato la fama commerciale in una specie di pass permanente verso il cinema d’autore più costoso del mondo.

E questa è forse la cosa più rara.

Hollywood produce continuamente star.

Produce continuamente grandi attori.

Molto più raramente produce qualcuno capace di essere entrambe le cose per trent’anni.

Il bambino che imitava gli amici dei genitori.

Il ragazzino che non riusciva a trovare un agente.

Quello che avrebbe dovuto chiamarsi Lenny Williams.

Arnie.

Romeo.

Jack.

Frank.

Howard.

Billy.

Cobb.

Gatsby.

Belfort.

Glass.

Dalton.

Burkhart.

Bob.

Sono tutti ancora visibili nello stesso volto.

Ma nessuno è riuscito a diventare definitivamente Leonardo DiCaprio.

Ed è probabilmente questo il segreto.

Ci sono attori che cercano per tutta la vita il ruolo che li renda immortali.

DiCaprio ne ha trovato uno a ventitré anni.

E ha passato il resto della carriera dimostrando di non averne bisogno.

FONTI E CREDITI

Testo e giudizi personali di cRASh. Foto e locandine originali: fonti indicate nelle didascalie, diritti dei rispettivi titolari. Cover: elaborazione grafica editoriale da ritratto degli Oscar 2026.


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